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I cervelat volano al grido di “Uno, due, zampe di capra!”  

municipali di rapperswil lanciano cervelat dalle finestre del municipio.
Lancio di cervelat dalle finestre: una tradizione di Rapperswil. www.zuerich.com

Tra le tradizioni più ricche di varietà, ci sono sicuramente quelle di Carnevale. Una di queste è la "Eis, zwei, Geissebei" di Rapperswil, nel canton San Gallo. 

immagine della serie: muca rossa
tvsvizzera.it

Il periodo del Carnevale è quello che sembra avere le tradizioni più inusuali. Già il fatto che le persone si mascherino può sembrare agli occhi di molte e molti una stranezza. Pensate poi che nel canton Ticino, dove il Carnevale è molto sentito, questa tradizione è stata inserita come eccezione nella legge cantonale che vieta di dissimulare il volto in pubblico. A Soletta si scaccia l’inverno facendo più rumore possibile con raganelle, campane e corni vestiti con camicia da notte bianca, un berretto a punta e un foulard rosso. Nel canton Vallese, nella valle del Lötschental, gli TschäggättäCollegamento esterno si aggirano per i paesi cercando di spaventarne gli e le abitanti. Questi personaggi (il cui nome si può tradurre in “strega” o “strano essere”) indossano spaventose maschere di legno, pelli di pecora o di capra e hanno delle campane legate in vita. A Lucerna, invece, c’è un lancio delle arance alla Fritschibrunnen dopo una pioggia di coriandoli giganti.  

Oggi però vi vogliamo parlare della “Eis, zwei, GeissebeiCollegamento esterno” di Rapperswil, nel canton San Gallo. Tradotta letteralmente dallo svizzero-tedesco, questa espressione significa “Uno, due, zampe di capra”. L’evento, che si svolge il giorno del martedì grasso, ossia l’ultimo giorno di Carnevale, consiste nel lancio di cervelat, la più svizzera delle salsicce, dalle finestre del municipio.  

+Usanze e feste in Svizzera

Il giorno del martedì grasso bambine e bambini di Rapperswil si radunano di fronte al Municipio e aspettano le 15:15. A qual punto, i municipali si affacciano alle finestre e gridano “Sind alli mini Buebe doo?” ossia “Ci sono tutti i miei bambini?”. Il giovane pubblico allora grida “Ja! Eis, zwei, Geissebei!” e dalle finestre dell’edificio vengono lanciati cervelat, panini e Biberli (il panpepato tipico della Svizzera orientale). L’interazione dura circa mezz’ora, ossia fino a che tutti i bambini presenti non hanno ricevuto la loro ricompensa.  

Guarda il video del lancio di cervelat (fonte: zuerich.com):

Stando a quanto indicato sul sito del canton Zurigo, non è possibile stabilire a quando risalga questa tradizione. La teoria più gettonata però è che sia “legata all’assedio e al saccheggio di Rapperswil del 24 febbraio 1350 da parte di Rudolf BrunCollegamento esterno, il primo borgomastro di Zurigo”. Allora “i ricchi cittadini ben intenzionati avrebbero distribuito cibo dalle finestre delle loro case ai bambini e ai concittadini affamati”. 

Panpepato gigante

giovani cercano di impossessarsi di un pezzo di panpepato gigante appeso a un tetto
Chi riuscirà ad accaparrarsi il panpepato? www.zuerich.com

Un’altra usanza legata allo stesso giorno è quella del panpepato gigante. Un’enorme forma di questo dolce viene appesa in cima al tetto municipale con un argano. In seguito, a più riprese, viene lentamente abbassato per poi essere di nuovo rialzato fino a che i più bravi tra i presenti non se ne impossessano completamente, staccandone ripetutamente pezzi più o meno grandi.  

Paese che vai, usanze che trovi, dicono. Anche se, a guardarla bene, ci sono tradizioni che si ripetono, identiche, in posti lontani centinaia, migliaia di chilometri tra di loro. Si guardi al lancio delle arance lucernese che si ritrova al più famoso carnevale d’Ivrea, in Piemonte. La distribuzione di dolci ai bambini mascherati a Halloween non è poi così tanto diversa dalla “nostra” Eis, zwei, Geissebei!. E se gli Tschäggättä vogliono spaventare gli abitanti, a Meiringen (canton Berna) tra Natale e Capodanno, durante il festival Tyrchel, strani personaggi travestiti scacciano gli spiriti malvagi con trombe e campanacci.  

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