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L'illegalità di un porcellino d'India

Un animale sociale Keystone / Martin Mejia

In Svizzera la socialità di diversi animali da compagnia è protetta dalla legge.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2022 - 15:38

Se a casa avete un porcellino d’India e vivete in Svizzera… siete dei fuorilegge. Eh sì: nella Confederazione è illegale vendere, acquistare o adottare i porcellini d’India da soliLink esterno. Non è soltanto una regola generale di buon senso, ma si tratta di una legge iscritta dell’Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn): secondo l’articolo 13, “gli animali delle specie sociali devono avere adeguati contatti con i conspecifici”. 

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E il porcellino d’India (conosciuto anche come “cavia”) un animale sociale lo è. Più o meno. Ama infatti stare in compagnia e soffre la solitudine, ma quando è insieme ai suoi simili, preferisce mantenere le giuste distanze: vicini sì, ma senza toccarsi tra di loro. E questo vale anche quando dormono: a differenza di altri loro simili (conigli, gerbilli, ratti, ecc) non dormono gli uni sugli altri. Insomma, animali sociali, ma anche un po’ antisociali.

La legge è molto precisa anche per quanto riguarda il loro alloggio: oltre a una superficie minima per una coppia (0,5 metri quadrati), il recinto che ospita questi animali deve contenere anche nascondigli in numero sufficiente. Eh sì, perché oltre a essere asociali, si spaventano facilmente e quando questo capita devono potersi rifugiare. Altrimenti rischiano di morire di paura. Sì, avete letto bene: morire di paura non è solo un’espressione astratta per un porcellino d’India perché il suo piccolo cuoricino non riesce a gestire troppe emozioni e cede.

Socializzare per sopravvivere

La legge, come detto, non si occupa solo di porcellini d'India, ma di tutti gli animali sociali e richiede per diversi tipi di uccelli (pappagalli, canarini e quaglie in particolare), ratti, gerbilli, furetti una detenzione di almeno due esemplari. Laddove non esiste un obbligo, comunque,  l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) consiglia di rispettare la natura sociale degli animali da compagniaLink esterno.

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Mucche senza le corna

Non tutti gli animali in Svizzera, però, godono della stessa protezione dei porcellini: chiamati a votare al riguardo, i cittadini rossocrociati hanno deciso, il 25 novembre 2018, di bocciare, con il 54,7% dei votiLink esterno, l’iniziativa popolare che chiedeva uno stop al taglio delle corna delle mucche (e capre).

Gli allevatori possono continuare a tagliare le corna alle loro mucche Keystone / Dominic Steinmann

Un’operazione considerata dagli iniziativisti come una mutilazione inutile e dolorosa. Necessaria, invece, stando agli allevatori: evita agli animali di ferirsi tra di loro.

I pulcini maschi sono salvi (più o meno...)

Se mucche e capre continueranno a essere scornate, i pulcini maschi possono tirare un sospiro di sollievo: dal 1. Gennaio 2020 il Governo ha deciso di vietare la triturazione degli esemplari maschi viviLink esterno. Sembra un film dell’orrore, ma fino al 31 dicembre 2019, gli allevatori di galline ovaiole trituravano subito dopo la nascita i pulcini maschi, considerati prodotti di scarto in questa industria.

Se è maschio, la sua vita sarà breve Copyright 2018 The Associated Press. All Rights Reserved.

Attualmente la loro eliminazione può essere effettuata usando l’anidride carbonica, mentre si cerca di diffondere su larga scala il metodo di determinazione del sesso già nell’uovo. Questo permette di eliminare, senza nemmeno incubarle, le uova fecondate che contengono esemplari maschi.

Serie Curiosità rossocrociate

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