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Svizzera, un paese da Nobel

Gli ultimi svizzeri a vincere il Premio Nobel nel 2019: i fisici Didier Queloz e Michel Mayor. Keystone / Martial Trezzini

La Svizzera, che da sempre punta su ricerca e innovazione, nella storia del Premio Nobel è il Paese con il maggior numero di laureati rispetto alla sua popolazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 febbraio 2022 - 09:06

A ogni inizio di ottobre la maggior parte degli scienziati e letterati attende con trepidazione l’assegnazione dei premi Nobel, la massima onorificenza a livello mondiale in cinque ambiti del sapere umano con in aggiunta il premio per la Pace, forse il più ambito e mediatizzato e anche il più controverso.

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Nell'immaginario collettivo, questo premio è destinato alle grandi menti. E noi cittadini comuni guardiamo sempre con un certo rispetto i vincitori e ascoltiamo la ‘laudatio’ con riverente e deferente ignoranza. Ma se i saggi a Stoccolma hanno deciso di assegnare il premo per la chimica “per lo sviluppo della crio-microscopia elettronica per la determinazione della struttura ad alta risoluzione delle biomolecole in soluzione" (la motivazione del premio allo svizzero Jacques Dubochet nel 2017), noi dobbiamo davvero credere che questa scoperta sia in un qualche modo di rilevanza fondamentale per la comprensione del mondo in cui viviamo. E normalmente ci crediamo con cieca fiducia.

Alfred Nobel

Tutto iniziò con un'esplosione. Alfred Nobel accumulò la sua grande fortuna grazie ai suoi brevetti e alle sue numerose invenzioni, la più famosa delle quali è la dinamite. Nobel voleva essere ricordato come un filantropo e non come uno spietato industriale e guerrafondaio. Istituì così un premio da attribuire a chi rende “i maggiori servizi all'umanità” nei campi della chimica, fisica, medicina, letteratura, o nel favorire relazioni pacifiche tra i popoli della Terra (premio per la Pace). Morto nel 1896 a Sanremo, lasciò le disposizioni nel suo testamento (e anche i suoi immensi averi) per istituire il Premio NobelLink esterno che è regolarmente assegnato nelle sue varie declinazioni a partire dal 1901. (Dal 1969 viene assegnato anche il premio Nobel per l’economia).

Torniamo a noi. Cosa c’entra la Svizzera in tutto questo? Già. Iniziamo dicendo che nella prima edizione del 1901, tra i vincitori figurava anche uno svizzero, Henry DunantLink esterno, fondatore della Croce Rossa. Con Dunant inizia una lunga serie di premi Nobel assegnati a cittadini elvetici, tanto che la Confederazione vanta un primato non da poco: è il paese con il maggior numero di premi Nobel rispetto alla sua popolazione.

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L’alto numero di premi Nobel assegnati a cittadini elvetici è la cartina di tornasole, tra l’altro, di un sistema educativo da sempre riconosciuto come uno dei migliori. Basti pensare che regolarmente i due politecnici federali di Losanna e Zurigo sono inseriti tra i migliori atenei del mondoLink esterno e le diverse università svizzere sono sempre classificate tra le prime 100. Il motivo: la Svizzera non potendo puntare sulle materie prime per rendere il paese florido, ha sempre puntato su ricerca e innovazione. E il risultato di questa politica è visibile a tutti: il Paese è uno dei più competitiviLink esterno a livello mondiale. Pazienza poi se è conosciuta da tutti solo per gli orologi, il cioccolato e le banche.

Anche se la Confederazione può vantare questo primato, in generale, sono gli Stati Uniti ad aver il maggior numero di laureati (368), seguiti a distanza da inglesi (125) e tedeschi (107). L’Italia, con 21 laureati (l’ultimo è Giorgio Parisi, premiato nel 2021 per la fisica), si piazza comunque tra i primi 10.

Albert Einstein

Una curiosità. Albert Einstein (1879-1955), tedesco di nascita, nel 1896 rinunciò alla cittadinanza tedesca. Apolide per 5 anni, nel 1901 chiese e ottenne la cittadinanza svizzera (a cui non rinuncerà nemmeno quando diventerà statunitense nel 1940). Visse nella Confederazione, tra Zurigo e Berna, dal 1895 al 1914. In questo periodo si è laureato al Politecnico di ZurigoLink esterno (nel 1900) e ha ottenuto il dottorato all’università di ZurigoLink esterno nel (1905). Einstein lavorò poi presso l’Ufficio dei brevettiLink esterno a Berna (oggi Ufficio federale della proprietà intellettuale). Durante questo periodo partorì le teorie che lo renderanno famoso.

Quando vinse il premio Nobel, nel 1922, era un cittadino svizzero. Dunque, a ben vedere, dovremmo mettere anche Einstein nella lista che presentiamo qui di seguito dei laureati elvetici. Sebbene il comitato del premio Nobel non dia particolare valore alla nazionalità dei premiati, ha comunque sempre inserito Albert Einstein nella lista dei vincitori tedeschi. Forse perché al momento della sua incoronazione, lavorava al Kaiser Wilhelm Insitut di Berlino, oggi conosciuto come Max Planck Institut.

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Per concludere in bellezza, tra le stranezze del premio, ci sono gli otto svedesi laureati in letteratura, i cinque premi Nobel assegnati alla famiglia Curie, le quattro persone che hanno ricevuto in tempi diversi 2 premi Nobel (tra cui la già citata Marie Curie) e i numerosi figli che hanno seguito le orme dei genitori (tra cui la figlia di Marie e Pierre Curie, Irène). Da ultimo, il francese Jean-Paul Sartre nel 1964 rifiutò il premio per la letteratura. Secondo il filosofo esistenzialista, nessun uomo merita di essere consacrato da vivo.

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