Si voterà per l’abolizione del servizio pubblico radiotelevisivo
Questo contenuto è stato pubblicato al
Il popolo svizzero sarà chiamato a decidere se abolire il canone radiotelevisivo. L’iniziativa popolare ha raccolto 112’191 firme valide. Lo ha comunicato la Cancelleria federale. Il testo, lanciato dall’Associazione “No Billag” (BIllag è la società di riscossione del canone), prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive.…
Questo contenuto è stato pubblicato al
Nel 2015 sono state quasi 16’000 le richieste d’asilo in più rispetto al 2014. Il numero è destinato ad aumentare. Bisogna attendersi un nuovo picco; la situazione per i rifugiati che vivono in Siria, Iraq, Turchia o Giordania è sempre più pesante e molto dipenderà anche dallo sviluppo della situazione in Turchia e dai tragitti…
Questo contenuto è stato pubblicato al
La confisca dei beni dei migranti discussa al Parlamento danese sta recentemente attirando l’attenzione mediatica ma, ha ricordato giovedì la SRF, in Svizzera una misura analoga è in vigore già da diversi anni. I rifugiati che arrivano nella Confederazione devono infatti depositare i beni di un valore superiore a 1’000 franchi in loro possesso per…
Questo contenuto è stato pubblicato al
È trascorso un anno da quando – con una decisione storica – la Banca nazionale abbandonava il tasso di cambio minimo a 1 franco e 20 per un euro. La nostra valuta fece immediatamente un balzo raggiungendo la parità con la moneta europea e da allora ha recuperato solo in parte il terreno. Per questa…
Riuscito il referendum contro la nuova politica sui migranti
Questo contenuto è stato pubblicato al
In Svizzera, come in Europa, continua il dibattito sull’asilo e sulla riforma accettata dal Parlamento a settembre. Stamattina l’Unione Democratica di Centro, partito di maggioranza relativa, ha consegnato più di 65mila firme raccolte a sostegno del referendum contro la nuova legge. L’UDC contesta soprattutto l’offerta ai richiedenti l’asilo di un’assistenza giuridica gratuita. L’ultima parola spetta…
Questo contenuto è stato pubblicato al
È davvero un brutto colpo per l’industria svizzera la notizia che la multinazionale statunitense General Electric intende licenziare 1’300 impiegati degli stabilimenti svizzeri rilevati solo l’anno scorso dal gruppo francese Alstom. Saranno colpiti in prima linea i cinque centri di produzione nel canton Argovia, dove lavorano attualmente 5’500 persone.