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Nuova condanna per Credit Suisse

La ventrina di una sede del Credit Suisse a Berna.
Credit Suisse nuovamente condannata da un tribunale a versare risarcimenti milionari. © Keystone / Peter Klaunzer

Credit Suisse dovrà pagare all’ex primo ministro georgiano Bidzina Ivanishvili 926 milioni di dollari. Lo ha sentenziato una corte di Singapore. L’ex politico, oggi 67enne, fu raggirato da un consulente della banca elvetica.

Oggi 67enne, Bidzina Ivanishvili è stato pesantemente danneggiato da un consulente di Credit Suisse, che a partire dal 2011 ha causato perdite enormi ai suoi clienti. L’uomo – un francese attivo a Ginevra – era stato licenziato con effetto immediato nel 2015 ed era poi stato condannato a cinque anni di reclusione dalla giustizia ginevrina per truffa per mestiere, gestione infedele e falsità in documenti. Si è poi tolto la vita nel luglio 2020 all’età di 57 anni.

In una prima reazione Credit Suisse ha definito la sentenza “sbagliata”, aggiungendo che “solleva questioni legali di ampia portata”. Il pronunciamento della corte può essere ancora impugnato in appello, cosa che la società intende fare “con vigore”, ha indicato un addetto alla comunicazione della banca.

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Ivanishvili ha trascinato in giudizio Credit Suisse anche nelle Bermuda, dove ha sede una filiale assicurativa del gruppo. Nel marzo 2022 un locale tribunale ha imposto alla banca di pagare un indennizzo, poi quantificato in 607 milioni di dollari. Nella sentenza di venerdì, il tribunale commerciale della città-stato di Singapore ha comunque stabilito che per evitare doppi risarcimenti dovranno essere inclusi nei calcoli anche gli importi riconosciuti nel procedimento parallelo alle Bermuda.

+Credit Suisse, fioccano le cause

Stando agli atti del processo in questione complessivamente l’imprenditore – che è stato premier in Georgia dal 2012 al 2013 – aveva investito oltre 1 miliardo di dollari presso Credit Suisse.

Come noto, nel frattempo, dopo tutta una serie di vicissitudini Credit Suisse si appresta a chiudere la sua storia: il 19 marzo il Consiglio federale ha annunciato un’operazione di salvataggio che prevede l’acquisizione della società da parte di UBS. La transazione dovrebbe essere conclusa nel corso del corrente secondo trimestre.

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