La televisione svizzera per l’Italia

Natura, 65’000 km di sentieri segnalati

Il lago Seealpsee in Appenzello Interno.
Appenzello Interno, in riva al Seealpsee mucche e umani convivono felici. Keystone / Alessandro Della Bella

Alla scoperta di paesaggi incontaminati.

Tutto quello che volevate sapere sulla Svizzera, ma non avete mai osato chiedere. In chiave ironica e sfruttando gli archivi storici della televisione elvetica di servizio pubblico, la serie “Il miracolo svizzero” svela abitudini e manie nazionali. Prodotta dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese (RTS), la serie è stata adattata in italiano ed è disponibile in libero accesso sul sito della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI).

Il programma che (finalmente) svela i segreti del benessere elvetico, offrendo le chiavi della “svizzeritudine” con leggerezza ed umorismo, questa volta si occupa della passione della popolazione per la natura. Filmati d’archivio mostrano che già negli anni Sessanta e Settanta i programmi della Televisione svizzera si occupavano di inquinamento e di cura dell’ambiente.

I filmati d’epoca mostrano le proteste contro le centrali nucleari, dettagliati vademecum su come tenere puliti prati e alpeggi, e il controllo delle emissioni delle automobili che nel Paese è stato introdotto già alla fine degli anni Ottanta. Perché nella Confederazione si protegge la natura in nome del buon senso, che in questo caso si manifesta con il principio di “amare ciò che si ha”. Ma anche, scherza la moderatrice e autrice del programma Martina Chyba, c’è che svizzere e svizzeri: “proteggono i loro soldi e il loro paesaggio”.

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Paesaggio al lavoro

L’ulteriore lezione della puntata è in effetti un cinico: “Far rendere ciò che abbiamo”. Non solo Heidi, l’eroina nazionale che vive lontano dalla città e che è diventata un’icona per turisti. Il caso più recente riguarda Iseltwald, un ameno villaggio affacciato sul lago di Brienz, nel canton Berna. Da due anni il suo pontile è preso d’assalto da turisti e turiste dalla Corea, in seguito al successo della serie romantica “Crash Landing on You”, la cui scena-madre è stata girata in quei pochi metri di legno affacciati sulle acque cristalline del lago alpino. Da maggio 2023, ogni turista deve pagare cinque franchi per metterci piede.

Il pontile a Iseltwald sul lago di Brienz, si pagano cinque franchi per salirci.
Cinque franchi per un selfie sul pontile, si può pagare in contanti o con una carta. © Keystone / Peter Klaunzer

La neve, d’altronde, qui è soprannominata “oro bianco” e la monetizzazione del paesaggio passa persino per il monte Cervino, il cui inconfondibile profilo campeggia su innumerevoli prodotti, e “Il miracolo svizzero” ne mostra alcuni risalenti a decine di anni fa. Il successo dei marchi ispirati alla Confederazione d’altronde è tale, a livello mondiale, che dal 2017 un’apposita legislazione chiamata “Swissness”Collegamento esterno è stata introdotta per regolamentare l’utilizzo di simboli, logo e attribuzioni che richiamino alla Svizzera. La più recente e celebre vittima ne è stata la confezione del cioccolato Toblerone. Non potrà più fregiarsi del profilo del Cervino, dato che la produzione a partire dal terzo semestre del 2023 avverrà in parte in Slovacchia.

Gambe in spalla

Racconta “Il miracolo svizzero” che la passione elvetica per la natura si vede anche dal successo dell’escursionismo, una vera ossessione nazionale. Grazie a ben 65’000 chilometri di sentieri segnalatiCollegamento esterno, si tratta dell’attività sportiva più amata dalla popolazione. Secondo i dati dell’associazione Sentieri Svizzeri, il 57% si dedicherebbe con costanza alla pratica, arrivando ad una media di 15 escursioni all’anno e a persona. “Il miracolo svizzero” sottolinea che per l’homo helveticus camminare addirittura “è quasi una religione”, perché è rilassante e “fa riposare il cervello”.

Due donne in passeggiata con vista sul lago di Brienz.
Il pallino delle escursioni, qui sul Käserstatt (1840m) nell’Oberland bernese. Keystone / Walter Bieri

La passione per la natura si manifesta anche con l’abitudine diffusa di fare le vacanze in campeggio, magari portandosi appresso la suocera, come mostra un filmato in bianco e nero dagli archivi della Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS. A parte le centinaia di strutture ad hoc, molte persone partono in passeggiata di tutto attrezzate, materassini e sacchi a pelo compresi.

Il lago di Cauma, nei Grigioni.
Il lago di Cauma, nei Grigioni. Keystone / Gian Ehrenzeller

In Svizzera il campeggio libero non è vietato, ma neanche consentito. Un paradosso tipico del sistema federale, spiega la pagina dedicata del Touring Club Svizzero (TCS)Collegamento esterno: “Le disposizioni legislative sono di competenza cantonale. Alla fine, la questione è però regolata dai comuni, che possono emanare norme o ordinanze proprie”. Insomma, un classico elvetico di cascata di leggi e regolamenti in cui è talvolta difficile orientarsi. Una cosa, però, è chiara: nel labirinto di proibizioni e permessi, di sicuro non è consentito pernottare nelle magnifiche riserve naturali. In Svizzera ce ne sono oltre 700, per una superficie totale di circa 250 chilometri quadrati.

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