La televisione svizzera per l’Italia

Amore e buon senso

Bimba svizzera mostra le margherite che ha raccolto.
Tutto l'amore del mondo nelle margherite raccolte da una bimba svizzera. Keystone / Ennio Leanza

Educazione sessuale a scuola inclusa.

Tutto quello che volevate sapere sulla Svizzera, ma non avete mai osato chiedere. In chiave ironica e sfruttando gli archivi storici della televisione elvetica di servizio pubblico, la serie “Il miracolo svizzero” svela abitudini e manie nazionali. Prodotta dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese (RTS), la serie è stata adattata in italiano ed è disponibile in libero accesso sul sito della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI).

In questa puntata gli autori e le autrici si sono concentrati sulla parola chiave “amore”. Dai corsi di educazione sessuale ai preparativi per sposarsi, dalla casalinga degli anni Cinquanta alle agenzie matrimoniali. E poi, quali sono le tecniche di corteggiamento predilette dagli svizzeri?

Parlare d’amore

Secondo la moderatrice e ideatrice de “Il miracolo svizzero”, Martina Chyba, nella repubblica alpina la maggioranza sarebbe per tradizione e cultura “riluttante a parlare di soldi. Ma d’amore parliamo ben più volentieri. Compreso rispondere a domande molto intime”.

Sembrerebbe aver ragione, a giudicare dalle esilaranti perle estratte dagli archivi della Radiotelevisione svizzera di lingua francese. Ci sono coppie anziane che parlano senza pudore davanti alle telecamere dell’inizio della loro relazione, ma anche di sesso. Rispondendo per esempio senza imbarazzo alla domanda sfacciata del giornalista: “Lo fate ancora?”.

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A scuola di casalinghitudine, e di sesso

La puntata dedicata all’amore si rivela uno spaccato sociologico sui cambiamenti che hanno attraversato la società svizzera e in particolare su quanti sono stati causa ed effetto della progressiva emancipazione femminile. Spezzoni oggi sorprendenti mostrano programmi TV in bianco e nero dedicati ai corsi impartiti nelle scuole di economia domestica. Erano luoghi per sole donne, dove si imparava a cucinare, usare l’aspirapolvere e ad occuparsi di ogni esigenza familiare.

Foto in bianco e nero del 1952, donna impara a lessare patate nella scuola di economia domestica di Zurigo.
1952, alla scuola di economia domestica di Zurigo si insegnava a lessare le patate. Keystone / Str

“Il marito è il capo dell’unione coniugale, la donna gestisce la casa”, sanciva la voce fuori campo – maschile – della televisione di servizio pubblico. “Il miracolo svizzero” registra allora i travolgenti cambiamenti degli anni Sessanta e Settanta, con spezzoni d’archivio in cui donne giovani e affascinanti dicono di non volersi sposare, nonostante la società stia cambiando, perché finora, dice una: “Il matrimonio consisteva in un uomo, e in un oggetto”. La libertà sessuale in un mondo che cambia alla velocità della luce emerge anche dal lavoro datato 1971 della trasmissione di approfondimento giornalistico Temps présent, che per la prima volta mostrò interviste a coppie omosessuali. All’epoca, però, le chiamavano “omofile”.

Tempi che cambiano

D’altronde, molte delle persone intervistate a cavallo di due secoli mostrano un certo spirito liberale, spirito che impregna anche produzioni televisive che nonostante l’epoca mostravano immagini e contesti davvero poco conservativi. Come i primi corsi di educazione sessuale nelle scuole dell’obbligo, che oggi sono la normalità in ogni cantone della Confederazione.

Lezione di educazione sessuale in una scuola di Basilea.
Nelle scuole svizzere si insegna l’educazione sessuale. © Keystone / Gaetan Bally

Quanto ai luoghi comuni, anche questa puntata del programma nato per svelare i segreti del benessere della Confederazione lascia spazio ai tre comici di casa Brigitte Rosset, Vincent Kucholl e Thomas Wiesel per la disamina di esilaranti luoghi comuni.

Così l’uomo svizzero sarebbe dotato di buon senso e calma olimpica pure negli affari di cuore. “Ti amo”, sostengono, non si dice molto spesso in Svizzera. Mentre corteggiare una ragazza funzionerebbe così: “La ignoro tutta la sera, le invio poi una raccomandata, e raccolgo mille firme”, in omaggio alla costante raccolta di firme essenziale nella democrazia diretta svizzera. Fino al segreto bancario: “Visto che ce l’hanno tolto, almeno lasciateci la discrezione sui sentimenti”.

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