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Crans-Montana, si apre un nuovo solco tra Italia e Svizzera

Palazzo Chigi a Roma.
Roma, Palazzo Chigi è la sede dell’Esecutivo italiano. Keystone

L'Italia si costituisce parte civile nel procedimento sull'incendio di Capodanno, ma le chance di successo sono scarse. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin incontrerà sia Meloni che Mattarella la prossima settimana.

La Presidenza del Consiglio mercoledì ha annunciato in una nota Collegamento esternoil deposito della costituzione della Repubblica italiana come parte civile per i fatti legati all’incendio di Capodanno a Crans-Montana. L’atto è stato inoltrato dal legale ginevrino Romain Jordan, che rappresenta alcune famiglie delle vittime. La decisione, spiega il Governo italiano, “è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti”.  

La decisione era stata più volte preannunciata da fonti governative italiane, la prima volta a gennaio. Tuttavia, con “grande probabilità”, sarà respinta dagli organi preposti svizzeri, come ha spiegato l’avvocato Paolo Bernasconi alla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana RSICollegamento esterno. Bernasconi, ex procuratore pubblico e già professore di diritto penale, sottolinea che per essere ammessi in quanto parte danneggiata, bisogna aver subito un “danno diretto”, misurabile e quantificabile.  

Il legale ha ricordato l’esempio del Comune di Crans-Montana, che pure aveva provato a costituirsi parte civile. Richiesta che era stata accolta dal parere negativo della Procura vallesana e poi respinta dal Tribunale cantonaleCollegamento esterno. Il motivo è che un danno reputazionale, anche enorme, non costituisce un danno effettivo e materiale. Stessa sorte, per le medesime ragioni di ordine giuridico, è toccata alle mozioni che chiedevano che la Regione Lombardia si costituisse parte civile.  

Conflitti e malintesi

La nota di Palazzo Chigi contiene diversi elementi che a primo sguardo non sembrerebbero promettere grandi vittorie. A partire dalla motivazione: l’assistenza “medica, psicologica e logistica”, che rientra però nei doveri essenziali di una nazione di fronte a cittadini o cittadine in difficoltà a causa di eventi avvenuti all’estero. Per continuare con alcune righe che sembrerebbero anticipare il giudizio della magistratura: “Sotto il profilo delle responsabilità, il documento di costituzione di parte civile evidenzia come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento sia considerato estremamente verosimile, giustificando la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili”, ha scritto il Governo. Ricordiamo che l’inchiesta è tuttora in corso.

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Jacques Moretti tra i giornalisti.

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Crisi diplomatica Italia-Svizzera: perché la giustizia divide

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La faccenda dovrà essere esaminata dal Ministero pubblico vallesano (per dirla all’italiana, la Procura cantonale) e sulla questione sarà il Tribunale del canton Vallese a decidere. Qualunque sia l’esito della procedura, la mossa del Governo Meloni per certo contribuisce ad allargare il solco conflittuale che da quattro mesi segna le relazioni fra i due Paesi.  

Complice una copertura mediatica, soprattutto in Italia, caratterizzata da grande emotività e da una ricorrente mancanza di comprensione del sistema federalistico e giuridico svizzero. Come abbiamo già scritto su tvsvizzera.it, una sorta di eterno malinteso, un equivoco infinito che di recente ha visto al centro delle cronache i costi per le cure mediche.   

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soccorritori in ospedale

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Crans-Montana e fatture delle cure: i veri termini della questione

Questo contenuto è stato pubblicato al L’Italia ribadisce che non intende pagare nulla, ma Berna precisa: è in base alle regole europee che ogni Paese deve pagare per le proprie vittime ricoverate all’estero.

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Primo soccorso sotto accusa

Nelle stesse ore, intanto, la Procura vallesana avrebbe avviato un secondo procedimento penale Collegamento esternoper accertare eventuali responsabilità dell’Organizzazione cantonale vallesana di soccorso (OCVS). Procedura che seguirebbe la presentazione di una denuncia da parte degli avvocati di una delle ragazze italiane ferite a Crans-Montana. Il condizionale è d’obbligo, perché Sion non ha finora confermato la notizia.

Sotto accusa ci sarebbero la carenza di ossigeno, barelle e coperte termiche nel dispositivo di primo intervento. Da febbraio, la questione è stata a più riprese sollevata dall’avvocato milanese Fabrizio Ventimiglia e dallo svizzero Pierluca Degni, legali della famiglia di Sofia Donadio, rimasta ferita nell’incendio.

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piazza con nastro della polizia

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Svizzera, istruzioni per l’uso

Tra emozioni e diritto: il caso Crans-Montana analizzato da un procuratore svizzero

Questo contenuto è stato pubblicato al Le indagini sul dramma di Crans-Montana hanno fatto e fanno scorrere fiumi d’inchiostro, sia in Svizzera che all’estero, in Italia in particolare. Giudice istruttore e poi procuratore per 27 anni, lo scrittore di Neuchâtel Nicolas Feuz ha analizzato per il portale Watson i meccanismi di questa indagine.

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Scende in campo il Consiglio federale 

Da parte dell’Esecutivo nazionale svizzero, intanto, arrivano segnali forti. Il Governo federale sembra determinato a riportare la calma nelle relazioni con l’Italia. Così il presidente di turno della Confederazione, Guy Parmelin, lunedì incontrerà la premier Giorgia Meloni. Le due figure istituzionali parteciperanno a un vertice della Comunità politica europea (CPE) a Erevan, in Armenia. Il comunicato ufficiale della ConfederazioneCollegamento esterno non menziona l’appuntamento fra Parmelin e Meloni.

La notizia è stata però confermata in corso di giornata a tvsvizzera.it dall’ufficio stampa del presidente svizzero, che ha precisato: “Non possiamo fornire dettagli sulla durata, né sugli argomenti di discussione dell’incontro”.  

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candele

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Crans‑Montana, quando le regole non sono tutto

Questo contenuto è stato pubblicato al Non si placa la polemica tra Italia e Svizzera relativa ai costi ospedalieri delle vittime di Crans-Montana. Da un punto di vista giuridico la posizione delle autorità elvetiche non fa una grinza. Ma la gestione della questione da parte di Berna solleva qualche interrogativo anche nella Confederazione.

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L’indomani Guy Parmelin sarà a Roma, per assistere alla cerimonia di giuramento delle nuove reclute della Guardia svizzera pontificia e per incontrare il Papa. Approfitterà dell’occasione per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Crans-Montana rientra nell’agenda ufficiale del colloquio.  

Indiscrezioni filtrate sui media elvetici suggeriscono che l’Esecutivo federale punti a rilanciare il ruolo della Tavola rotonda guidata da Laurent Kurth, nata su impulso del Consiglio federale per agevolare soluzioni extragiudiziali e trovare la quadra fra i diversi enti e soggetti che saranno chiamati a risarcire le vittime. Un altro punto dolente nelle relazioni fra Italia e Svizzera, che anche pare – almeno in parte – dovuto a profonde differenze culturali e giuridiche fra i due Paesi.

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