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Il Papa: "concretezza" contro la pedofilia

Francesco all'apertura dei lavori nell'Aula nuova del Sinodo. Keystone / Vatican Media Handout

Si è aperto giovedì in Vaticano l'incontro 'La protezione dei minori nella Chiesa'. Papa Francesco, che presiede i lavori che dureranno fino a domenica, auspica che ne scaturiscano "non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre". "Ci vuole concretezza", ha sottolineato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 febbraio 2019 - 17:05
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 21.02.2019)

All'incontro partecipano 190 esponenti del clero cattolico: presidenti delle Conferenze episcopali, capi delle Chiese orientali cattoliche, rappresentanti di superiori e superiore generali, esponenti della Curia romana e del Consiglio dei cardinali.

Sono riuniti per affrontare, come ha dichiarato Papa Francesco nel suo preambolo, un male che affligge la Chiesa e l'umanità: la pedofilia.

Prendere coscienza, ma anche provvedimenti

"Per i sopravvissuti è un grande risultato, questo summit", commenta Peter Isely, co-fondatore di 'Ending clergy abuse'. "Ci sono voluti molti decenni perché si riconoscesse questo problema e Francesco lo ha identificato come problema globale".

Ma non manca chi, come il presidente dell'associazione di vittime di abusi SNAP, Tim Lennon, teme che l'incontro si concluda con tante parole.

Lennon chiede che gli auspici del pontefice si traducano nella rimozione di chi ha abusato o coperto gli abusi, che va poi perseguito dalla giustizia civile. "Solo questo modo di fare può essere accettato e capito da tutti", sostiene.

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Un primo passo in questo senso è stato fatto pochi giorni fa proprio dal Papa, che ha ridotto allo stato laicale l'ex arcivescovo di Washington e cardinale Theodore McCarrick.

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