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Il Papa “sotto attacco”

Gli appelli del Papa per l'accoglienza dei migranti, così come le sue critiche nei confronti dell' "idolatria del dio denaro" rendono il Pontefice bersaglio di continui attacchi, secondo il sacerdote e giornalista Antonio Pelayo, incontrato a Roma da tvsvizzera.it. 

Nel 2015 Papa Francesco chiese di aprire tutte le parrocchie ai migranti, di ospitarli ed assisterli. “Un affronto” nel pieno dell’ondata d’insofferenza verso il fenomeno migratorio. E ancora, l’attivismo del Papa contro il prolungamento del muro con il Messico voluto da Trump; contro l’idolatria del denaro. 

All’impegno di Francesco, alla sua sovraesposizione in temi tra i più sensibili, recentemente, è seguito il tentativo di coinvolgerlo in un caso di abusi su minori in Pennsylvania.  Un fosco caso che è sfociato anche nella richiesta di dimissioni del pontefice da parte dell’ex Nunzio Apostolico degli Stati Uniti.

++Indagine su preti pedofili in Pennsylvania “Coperture in Vaticano”++

In Italia dove, dall’insediamento del nuovo governo, il braccio di ferro sulle politiche migratorie sembra interminabile, Francesco è in prima linea. In contrapposizione alle politiche del Ministro dell’interno Matteo Salvini, recentemente, il Papa ha preso in carico, ospitandoli nelle strutture della chiesa, molti dei migranti rimasti bloccati per dieci giorni nel porto di Catania a bordo della nave Diciotti. 

Inoltre, in ritorno dal viaggio apostolico in Irlanda di fine agosto, Francesco ha sottolineato l’assurdità di rispedire i migranti in Libia, sostenendo di aver visto con i suoi stessi occhi dei video sconvolgenti, di torture inflitte nei campi di detenzione di quel paese. Specificando quanto di terribile accade ai migranti anche nei campi cosiddetti ufficiali.


Il Papa ha ricevuto quei video dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento che li ha avuti a sua volta dal medico di Lampedusa Piero Bartolo, responsabile delle prime visite mediche dei migranti che sbarcano a Lampedusa. Spesso sono gli stessi migranti, che si sono salvati dalle torture, a mostrare i video e a denunciare le violenze. 

Torture esplicite con machete e pugnali su corpi nudi; brutali esecuzioni per decapitazione. Questi video sono destinati alle famiglie dei migranti. I trafficanti di esseri umani li mostrano loro per ricattarli ed estorcergli denaro. Le famiglie stesse dei migranti, una volta ricevuti quei video scioccanti, spesso li inviano ai sopravvissuti, per denunciare il traffico di esseri umani, nella speranza di dar fine allo scempio. 

Il Papa stesso ha consegnato video e fotografie ai sottosegretari del dicastero dei Migranti, a futura memoria e per cercare strade per intervenire.


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