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Turchia, un mese dopo il golpe

35'000 persone sono state interrogate, 80'000 sospese dai loro incarichi e 5'000 rimosse. Toccate le forze armate, ma anche giudici, giornalisti, funzionari pubblici, docenti e impiegati

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 agosto 2016 - 14:26

E' passato un mese dal fallito golpe, in cui l'esercito tentava di spodestare Recep Tayyp Erdogan. Da allora, a livello nazionale, la cronaca è stata scandita dalle durissime risposte da parte del Presidente turco, che ha pure messo in atto migliaia di epurazioni. Mentre le relazioni internazionali, soprattutto con l'Unione europea, si sono fatte sempre più tese.

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