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Riuscita l’iniziativa contro l’acquisto degli F-35

Un F-35 in volo
Non è ancora finita la discussione sull'acquisto degli F-35 da parte dell'esercito svizzero. Keystone / Giuseppe Lami

I promotori dell'iniziativa popolare "Stop F-35", che chiede di vietare l'acquisto di questi jet da combattimento, hanno comunicato che sono state raccolte le 100'000 firme necessarie per dare l'ultima parola al popolo.

Secondo i promotori, dunque, una votazione popolare prima della scadenza dell’offerta d’acquisto per i nuovi caccia F-35A (31 marzo 2023) resta quindi possibile. “Niente vi si oppone da un punto di vista giuridico”, affermano precisando che occorre però “una volontà politica a favore della sovranità popolare”.

In una nota, l’alleanza “STOP F-35” afferma di aver raccolto 100’000 firme in meno di nove mesi, malgrado le difficoltà legate alla pandemia. Un numero maggiore di firme è tuttavia necessario per disporre di un margine di sicurezza.

Il governo vuole accelerare

La scorsa settimana, il Consiglio federale ha annunciato di voler accelerare il processo di acquisto dei nuovi caccia. L’esecutivo ha detto che potrebbe firmare i contratti prima della scadenza del 31 marzo 2023, come chiesto dalla Commissione della politica di sicurezza degli Stati. Per questo motivo il governo si è detto pronto a firmare il contratto prima ancora di una possibile votazione popolare.

Non è infatti sicuro che, in caso di rinegoziazione, sia possibile acquistare gli aerei da combattimento alle stesse condizioni, in particolare ai prezzi stabiliti ed entro i termini di consegna previsti. Secondo il governo, un’eventuale votazione sull’iniziativa si terrebbe probabilmente solo nel 2024.

Per l’alleanza “STOP F-35” questa posizione è molto discutibile da un punto di vista democratico. “Dimostra che il Consiglio federale e i partiti borghesi hanno molta paura di questo dibattito”. Ora la matassa si ingarbuglia.
 

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