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Introdurre la siesta in Svizzera per combattere la canicola

Due operai in pausa all ombra sotto un albero.
Dal punto di vista della medicina del lavoro, la siesta è una buona soluzione. © Keystone / Gaetan Bally

L’equazione della SUVA, l'istituto svizzero di assicurazione contro gli infortuni, è semplice e lineare: per far fronte alla canicola la Svizzera copiamo dai Paesi dove da tempo fa caldo, dai Pesei del sud introducendo il sistema della siesta nelle ore più calde della giornata.

Fautrice della siesta è Christine Marty, dottoressa del lavoro presso la Suva. Di per sé la Suva non è allarmata per il periodo di caldo torrido che sta interessando tutta la Svizzera. “Informiamo costantemente sui rischi per la salute sul posto di lavoro”, spiega Marty in un’intervista pubblicata da Tages-Anzeiger. “Personalmente credo che possiamo imparare dai paesi del Mediterraneo: dal punto di vista della medicina del lavoro, non possiamo evitare di pensare alla siesta”, argomenta la dottoressa.

Già oggi la pausa pranzo lunga è una pratica comune presso alcuni datori di lavoro. Si inizia un po’ prima, si fa una pausa più estesa e si riprende l’attività più tardi nel pomeriggio, di modo da ridurre l’esposizione ai raggi UV e il lavoro al caldo.

“Si tratta di un modello volontario che esiste da alcuni anni”, prosegue Marty. “Ma non c’è ancora una legislazione in merito. Nemmeno la Suva può esigerla, è un processo politico. Personalmente ritengo comunque che la siesta sia una buona soluzione”.

Questo non vale però per tutti. “Per gli impiegati la situazione è leggermente diversa: non devono svolgere un lavoro fisico pesante e non sono esposti alla luce diretta del sole. È noto che le prestazioni diminuiscono a partire da 26 gradi, ma negli uffici si possono adottare buone precauzioni per evitare il surriscaldamento”.

+ Le vittima della canicola nel 2022

“Il punto è che tutti hanno interesse a mantenere i lavoratori in salute. Ciò richiede anche una maggiore flessibilità nei giorni in cui le temperature sono estremamente elevate”, afferma l’intervistata. Al momento la Suva non può però prendere posizione sull’argomento.

Il caldo non è solo fastidioso, rappresenta anche un pericolo. “Un’analisi statistica basata sui dati meteorologici giornalieri ha dimostrato che nei giorni con temperature superiori a 30 gradi si verifica il 7% di incidenti in più rispetto agli altri giorni estivi.


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