In pillole La settimana in Svizzera

Calano i consumi di energia elettrica, ma serve ancora un posto per le vecchie scorie radioattive. Spuntano nuove antenne 5G e pure le proteste del movimento radicale Extinction Rebellion. Intanto, Fraccaro visita la Svizzera per osservare la democrazia diretta e la libertà di stampa sta bene. Riassunto della settimana.

Da un sondaggio effettuato per il Touring club svizzero, risulta che quasi una persona su due ritiene i viaggi all'estero più sicuri di un anno fa. Nel barometro delle vacanze si impongono però le destinazioni turistiche nazionali: Ticino, Grigioni e Vallese. Meta straniera preferita resta l'Italia.

Le scorie radioattive delle centrali svizzere si trovano attualmente negli stessi impianti e in due siti provvisori. Lunedì, sono iniziate le trivellazioni in una delle regioni giudicate geologicamente idonee a ospitare il deposito definitivo, che dovrà contenere almeno 100'000 metri cubi di scorie.

Il ministro italiano per la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, ha passato i primi due giorni della settimana in Svizzera. Ha avuto colloqui con autorità e visitato istituzioni universitarie e di ricerca, per documentarsi in particolare sullo svolgimento delle votazioni popolari.
 

Dopo la compagnia privata Sunrise (il cui 5G raggiunge già oltre l'80% della popolazione), anche l'ex monopolista e gigante delle telecomunicazioni Swisscom ha messo in funzione mercoledì la sua nuova rete di telefonia mobile. Coperte 54 località. Nessuna a sud delle Alpi.
 

Malgrado lo sviluppo economico (PIL +2,5%) e la crescita demografica (+0,7%), il consumo di elettricità è diminuito lo scorso anno in Svizzera. Merito di una maggiore efficienza, ma anche di un inverno poco freddo. Oltre metà della corrente è di produzione idroelettrica.

Nell'edizione 2019 della graduatoria mondiale sulla libertà di stampa stilata da Reporter senza frontiere, la Svizzera scende dal quinto al sesto posto su 180 paesi contemplati, non perché siano peggiorate le condizioni ma per il miglior risultato della Danimarca.

Intanto, sono arrivate anche in Svizzera le manifestazioni del movimento Extinction Rebellion. Giovedì, 350 persone hanno pranzato sul Grand-Pont di Losanna, bloccando il traffico. Chiedono al governo di dichiarare lo stato d'emergenza per il clima e la biodiversità.


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