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Berna sperimenta la distribuzione controllata di marijuana

Coltivazione di canapa.
In Svizzera non è consentito né vendere né acquistare cannabis che abbia un tasso di THC, il principio attivo e psicotropo, superiore all’1%. KEYSTONE/© KEYSTONE / CHRISTIAN BEUTLER

Per studiare gli effetti sanitari e sociali della vendita di canapa per uso ricreativo, dopo Basilea, Zurigo, Ginevra e Losanna, anche nella città di Berna persone selezionate potranno acquistare prodotti a base di cannabis in alcune farmacie.

In Svizzera, attualmente, non è consentito né vendere né acquistare cannabis che abbia un tasso di THC, il principio attivo e psicotropo, superiore all’1%. (La legge prevede una multa di 100 franchi per chi sia trovato in possesso di una quantità inferiore a 10 grammi di hashish o marijuana).

L’ufficio federale di sanità pubblica stima che ci siano 220’000 consumatori e consumatrici regolari di cannabis in Svizzera. Un’iniziativaCollegamento esterno per la depenalizzazione del consumo di cannabis è stata pesantemente respinta da quasi due terzi della popolazione svizzera nel 2008.

Le sperimentazioni

Seppur la marijuana resti illegale in Svizzera, progetti scientifici studiano ora cosa succede se si consente di comprare marijuana in farmacia o in un circolo ricreativo. 

L’originalità del progetto bernese, rispetto ad altri dello stesso tipo lanciati a Basilea, Zurigo, Ginevra e Losanna, sta nella gamma di prodotti offerti e nella valutazione caso per caso dei partecipanti, cui verrà anche fornita consulenza da personale appositamente formato. “L’obiettivo – ha sottolineato la municipale di Berna, Franziska Teuscher – è quello di ridurre i rischi per il consumatore”.

“L’obiettivo è quello di ridurre i rischi per il consumatore”

Franziska Teuscher, municipale di Berna

Ci sono voluti oltre dieci anni perché il progetto bernese SCRIPTCollegamento esterno potesse decollare. Il via libera è arrivato nel 2021, quando la Legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope è stata completata da un’Ordinanza che ne consente l’utilizzo nel quadro di studi scientificiCollegamento esterno.

È il professor Reto Auer, medico e ricercatore presso l’Università di Berna, che coordina il gruppo di lavoro che si occupa del progetto. Alcuni mesi fa Auer ha spiegato a una nostra collega che si tratta di uno studio randomizzato controllato (RCT), ovvero una ricerca che mette a confronto due gruppi comparabili. È considerata la migliore metodologia per identificare rischi e benefici, e per limitare l’influenza di elementi che potrebbero confonderne i risultati.

In questo caso, ha precisato Auer a suo tempo, il gruppo di controllo è costituito da persone che continueranno a procurarsi la cannabis acquistandola sul mercato nero. L’altro gruppo potrà invece comprare la sostanza in farmacia. Sotto forma di fiori secchi (“erba”), resina (“hashish”), liquido per le sigarette elettroniche oppure olio. Tutto prodotto in Svizzera in accordo con la normativa per l’agricoltura biologica. 

SCRIPT è sostenuto dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica e raccoglierà una grande quantità di dati. Grazie a esami di laboratorio e questionari cui si sottoporranno le persone che partecipano allo studio. Auer ha anche sottolineato che “ci interessa avere informazioni sugli aspetti sociali del consumo. Anche perché in definitiva, la questione di che posto la droga debba avere nella società è una questione soprattutto etica e non scientifica”.

“Ci interessa avere informazioni sugli aspetti sociali del consumo. La questione di che posto la droga debba avere nella società è una questione soprattutto etica e non scientifica”.

Reto Auer, coordinatore del gruppo di lavoro

Tornando a oggi, l’esponente del partito dei Verdi, la municipale Franziska Teuscher,e è certa che lo studio fornirà spunti importanti per la futura politica sulla canapa. È inoltre dell’avviso che l’attenzione dovrebbe essere rivolta a una regolamentazione orientata alla salute dei consumatori e non al profitto, come accade invece negli Stati Uniti. La ricerca, ha proseguito Teuscher, promuove forme di assunzione di cannabis che riducono i danni e offre ai consumatori prodotti di buona qualità.

Per una durata di 24 mesi al massimo, i partecipanti allo studio potranno acquistare prodotti confezionati specificamente da cinque farmacie autorizzate: tra questi figurano, oltre a quattro varietà di fiori di cannabis, anche due tipi di resina, due versioni di liquido per sigarette elettroniche e due tinture spray.

Le confezioni delle merci presentano un aspetto neutro, in modo da non promuoverne l’uso, come ha sottolineato ancora Reto Auer. Il prezzo? Appena superiore a quello medio se si considera il mercato illegale.

Oltre alla città di Berna, anche Bienne e Lucerna partecipano al progetto condotto dall’Università di Berna. Si prevede che un totale di circa 1’000 persone prenderà parte allo studio. Nella città federale si sono iscritte più di 900 persone, delle quali ne sono state ammesse solo 700.

Gli altri progetti in corso

Dei progetti di distribuzione legale di cannabis a scopo ricreativo, come detto, sono già in corso in diverse città e cantoni svizzeri, ma quello lanciato a Zurigo è il più vasto per il numero di persone coinvolte: lo studio vedrà infatti la partecipazione di 7’500 persone, che dal 2 maggio 2024 potranno acquistare il prodotto in 34 comuni del Cantone.

A Zurigo il progetto “Züri Can – Cannabis con responsabilità”, metterà a confronto tre diversi luoghi di distribuzione: farmacie, circoli associativi e sportelli di consulenza sulle tossicodipendenze.

La prima città ad aver ricevuto il via libera dalle autorità svizzere per la vendita di cannabis per uso ricreativo è stata però Basilea. Da gennaio 2024 è iniziata la sperimentazione che è stata limitata a poco meno di 400 partecipanti di età superiore ai 18 anni, nell’ambito di un progetto congiunto dell’Università di Basilea, delle sue cliniche psichiatriche e del dipartimento cantonale della sanità.

Anche in questo caso – come ha dichiarato l’Ufficio federale della sanità pubblica che ha rilasciato il permesso – la sperimentazione ha lo scopo di aiutare a valutare gli effetti delle nuove norme sull’uso ricreativo del cannabis e, in ultima analisi, di combattere il mercato nero.

A Basilea la distribuzione proseguirà fino a metà 2025, e chi partecipa allo studio può scegliere fra quattro tipi di erba e due di hashish. 

A Ginevra, il progetto pilota gestito dall’associazione ChanGECollegamento esterno testerà il modello “cannabinoteca”, un luogo ad accesso regolamentato nel quale i soci possano acquistare cannabis per uso personale.

Infine a Losanna, nella Svizzera francese, è in dirittura d’arrivo con Cann-LCollegamento esterno, uno studio per valutare “fattibilità e impatto della vendita di cannabis senza scopo di lucro”.

Nel mondo

La lista dei Paesi che hanno deciso di regolamentare il consumo della cannabis continua ad allungarsi. Pioniere è stato l’Uruguay, seguito dal Canada e da ormai quasi la metà degli Stati americani. Nel 2022 la Thailandia, la cui legislazione in materia di droghe è sempre stata fra le più severe del pianeta, l’ha tolta dall’elenco delle sostanze stupefacenti.

In Europa il primo Paese a depenalizzarne il consumo è stato il Portogallo, ma negli ultimi anni si è distinta Malta che, come la Spagna, ha scelto il modello “Cannabis Social Club”: luoghi di aggregazione, cui ci si deve associare. Procedure di valutazione e progetti pilota si registrano in molti altri Paesi europei. Di recente la Germania si è spinta fino a legalizzare il possesso fino a 25 grammi a personaCollegamento esterno.

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