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Ong tedesca accusata di collaborare con scafisti

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È arrivata venerdì sera nel porto siciliano di Trapani la nave Iuventa, sequestrata all’ONG tedesca Jugend Rettet. L’organizzazione non governativa è accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 agosto 2017 - 21:05
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 04.08.2017)

Partita giovedì da Lampedusa con a bordo quattro uomini della Capitaneria di porto, la nave utilizzata per il soccorso in mare dei migranti è stata sequestrata per decreto del giudice per le indagini preliminari di Trapani, su richiesta della procura.

In mare un agente sotto copertura

Sull’organizzazione non governativa Jugend RettetLink esterno, che opporrà ricorso, pesa un’accusa di favoreggiamento, supportata da immagini scattate e girate da un agente della polizia italiana sotto copertura.

Un’indagine cominciata quasi per caso, spiega il dirigente della Polizia di Stato Alfredo Fabbrocini: “Alcune persone che erano a bordo della nave hanno presentato delle denunce per un banale litigio e sono state sentite. Nelle pieghe del verbale si è compreso che c'era un comportamento anomalo di alcuni esponenti di imbarcazioni che fanno capo a delle ONG, nei loro rapporti con i trafficanti libici“.

"Manovre poco chiare"

Il poliziotto sotto copertura si era imbarcato sulla nave di un’altra ONG, ‘Save the children’, che aveva già denunciato manovre poco chiare dell’equipaggio di Jugend Rettet, come lo scambio di saluti con gli scafisti, o la restituzione agli stessi dei gommoni o dei motori dopo aver soccorso i migranti.

Alimenta i sospetti anche la scelta di Jugend Rettet di intervenire anche con barconi che non si trovavano in palese difficoltà.

L'ONG opporrà ricorso

"Noi come organizzazione abbiamo sempre cercato di stare lontano da reti di trafficanti”, ha detto il cofondatore Titus Molkenbur alla tv tedescaLink esterno ZDF, “non abbiamo nulla a che fare con loro. La notte dobbiamo accendere le luci per evitare collisioni con altre imbarcazioni, ma non facciamo segnali agli scafisti”.

L'ONG chiede di riavere, oltre alla nave sequestrata, i documenti e i computer dell'equipaggio, e intende riprendere al più presto le operazioni di soccorso.


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