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L’Ucraina chiede nuove armi

"È un momento decisivo per l'Ucraina e per tutto il mondo", ha detto il segretario della Difesa statunitense Lloyd Austin aprendo la riunione. Lo sviluppo della guerra potrebbe decidersi venerdì nella base americana di Ramstein, in Germania, dove in mattinata ha preso avvio l'ottavo incontro del gruppo di contatto per l'Ucraina a guida degli Stati Uniti, che raccoglie circa 50 Paesi, tra alleati Nato e altri partner.

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L’ottava riunione della Lega per l’Ucraina presso la base aerea americana di Ramstein, in Germania, mostra una coalizione a due velocità. Da un lato, infatti, c’è un gruppo di Paesi disposto a correre – capitanato da Regno Unito e Polonia – e a fornire a Kiev armi finora considerate tabù, tipo i carri armati e persino i caccia F-16.

Dall’altro c’è chi frena, come la Germania. Berlino, nonostante le pressioni del pre-vertice, non ha dato il via libera all’esportazione dei suoi Leopard 2, che Kiev chiede a gran voce. Gli Usa però non hanno alcun interesse a porre l’accento sulle divergenze, sottolineando semmai “l’unità e la determinazione” della coalizione e notando che questo “potente” pacchetto di aiuti metterà l’Ucraina nelle condizioni di montare la “controffensiva di primavera”.

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