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È morta la regina Elisabetta II, il nuovo re si chiamerà Carlo III

Il Regno Unito è in lutto. Copyright 2022 The Associated Press. All Rights Reserved

La regina Elisabetta II del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è morta giovedì, all'età di 96 anni. Ne ha dato notizia alle 19.30 la famiglia reale. Suo figlio Carlo è il nuovo re che sarà noto con il nome di re Carlo III. In Svizzera la sovrana era venuta un'unica volta in visita ufficiale, nel 1980. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha espresso le sue condoglianze.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 settembre 2022 - 19:44
tvsvizzera.it/fra con Keystone-ATS

La regina Elisabetta, 96 anni, è morta giovedì nella residenza scozzese di Balmoral, dove le sue condizioni - fragili negli ultimi tempi nonostante la tempra ferrea - si erano aggravate nelle scorse ore.

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L'annuncio ufficiale è arrivato con una nota di Buckingham Palace: "Sua Maestà è morta pacificamente oggi pomeriggio a Balmoral", vi si legge. Nel testo si precisa, in riferimento a Carlo e Camilla, che "il Re e la Regina consorte rimarranno a Balmoral stasera e torneranno domani a Londra".

La BBC ha fatto seguire l'annuncio da un momento di silenzio e dal suono dell'inno God Save the Queen. La neo premier britannica Liz Truss ha definito la Regina Elisabetta II "la roccia su cui la Gran Bretagna è costruita" che ha mostrato affetto per la gente che l'ha ricambiata con affetto e ammirazione:

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Condizioni aggravate negli ultimi giorni

Si erano aggravate negli ultimi giorni le condizioni di salute della regina Elisabetta II. Tutti e 4 i figli sono giunti nel pomeriggio al suo capezzale nella residenza scozzese di Balmoral.

Negli ultimi mesi, la Regina aveva molto ridotto l'attività pubblica, in particolare dopo aver dovuto passare alcuni giorni in ospedale verso la fine di ottobre del 2021. A inizio maggio, per esempio, non aveva partecipato alla cerimonia di apertura del Parlamento, l'occasione più solenne della democrazia britannica, venendo sostituita dal principe Carlo, che aveva letto il suo discorso, il cosiddetto Queen's Speech.

All'inizio di giugno era apparsa brevemente in pubblico in occasione dei lunghi festeggiamenti per il suo giubileo di platino per i 70 di regno, ma aveva dovuto rinunciare a gran parte dei festeggiamenti perché troppo stanca. Ha trascorso le ultime settimane della sua vita nella castello scozzese di Balmoral - residenza estiva della famiglia reale - dove aveva pure incaricato la nuova prima ministra Liz Truss di formare il nuovo governo.

La regina dei record

Elisabetta II è la regina dei record: soltanto Luigi XIV, il re Sole, rimase al trono più a lungo di lei (regnò per 72 anni e 110 giorni, dal 14 maggio 1643, quando aveva meno di cinque anni, fino alla morte, avvenuta nel 1715). Da quel 6 febbraio 1952, data della morte improvvisa del padre, Giorgio VI, la regina d'Inghilterra ha regnato per 70 anni e 214 giorni.

In tutto sono 25'782 giorni contro i 26'407 del sovrano di Francia che però arrivò al trono ad appena 4 anni, nel 1643: l'incombenza di guidare la nazione fu quindi gestita a lungo dalla madre Anna d'Asburgo, mentre Elisabetta II ne ha portato il peso sulle sue sole spalle dall'età di 25 anni.

Elisabetta, che a giugno ha celebrato il Giubileo di platino, ha conquistato questo secondo posto nella classifica dei regnanti più longevi lo scorso 13 giugno, quando superò Rama IX di Thailandia, che a sua volta aveva regnato per 70 anni e 126 giorni fra il 1946 e il 2016. La regina è ormai da tempo colei che ha regnato più a lungo in Gran Bretagna, avendo superato la regina Vittoria già il 9 settembre 2015: la trisnonna rimase al trono per 63 anni, 7 mesi e 2 giorni, fino al 1901.

I sudditi di Sua Maestà sono circa 150 milioni in tutto il mondo. Da Winston Churchill alla recentissima Liz Truss, Elisabetta ha guidato il Regno Unito con 16 primi ministri, dando l'ultimo incarico alla leader Tory appena due giorni fa. Ha visto passare per la Casa Bianca 14 presidenti degli Stati Uniti, da Harry Truman all'attuale Joe Biden, e salire al soglio pontificio 7 papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, fino al dimissionario Benedetto XVI e a Francesco.

Elisabetta II ha viaggiato in oltre 120 Paesi in occasione di oltre 270 visite ufficiali e ha partecipato a centinaia di migliaia di cerimonie. Altro record, quello del matrimonio più longevo tra i sovrani, 74 anni con il principe Filippo, sposato il 20 novembre 1947 e scomparso il 9 aprile del 2021.

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Cosa succede ora?

Il giorno dopo la morte della regina, l'Accession Council - l'organo ufficiale per la proclamazione del successore di Elisabetta - si radunerà per formalizzare l'ascesa al trono del principe Carlo. Saranno tantissime le personalità presenti, tutte vestite a lutto, tra cui la prima ministra Liz Truss. Dopo tre giorni il principe Carlo, ora re, riceverà le condoglianze ufficiali da Westminster, sede del Parlamento, e in seguito inizierà il tour del Regno Unito, con prima tappa il parlamento scozzese.

I funerali

Visto che la regine  morta nella sua residenza scozzese di Balmoral, verrà messa in atto l'operazione Unicorno. Il suo corpo verrà trasportato a Londra tramite treno reale dove verrà accolto dalla prima ministra e da vari ministri. Le campane in tutto il paese verranno ovattate per rendere il suono più cupo e funereo. Dopo quattro giorni, ci saranno le prove per la processione della bara da Buckingham Palace al palazzo di Westminster e il giorno dopo ci sarà la processione ufficiale. Allora la regina sarà posta per tre giorni a Westminster. I funerali avranno probabilmente luogo dieci giorni dopo il decesso, all'abbazia di Westminster. Oltre ai funerali ufficiali, si terranno due minuti di silenzio nazionali a mezzogiorno e almeno due processioni sia a Londra sia a Westminster. La regina verrà sepolta nella cappella commemorativa di Re Giorgio VI a Windsor.

Il giorno dei funerali numerosi servizi inglese, tra cui la borsa e numerose banche, saranno chiuse. Inoltre, questa giornata diventerà festa nazionale.

Condoglianze dalla Confederazione

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha comunicato via twitter le condoglianze della Confederazione: "Profondamente addolorato per la scomparsa di S.M. la Regina Elisabetta II. Le mie sincere e sentite condoglianze alla famiglia reale a nome del Consiglio federale e del popolo svizzero. Verrà ricordata come una donna di grande forza e di grande leadership".

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Elisabetta II e la Svizzera

La Regina Elisabetta II è venuta in visita ufficiale in Svizzera con il marito, il Principe Filippo alla fine di aprile del 1980. Si è trattata dell'unica visita ufficiale di un membro della famiglia reale britannica in Svizzera. Nonostante le minacce di attentati dell'IRA e le rivolte in corso, la coppia visitò Zurigo, Berna, Basilea, Losanna, Montreux, Lucerna e il Rütli.

Sebbene siano stati fischiati da membri del movimento giovanile e dai sostenitori dell'Irlanda del Nord, la maggioranza della popolazione era ben disposta nei confronti della Regina durante il suo tour in Svizzera, e ancor più nei confronti del Principe Filippo. 

(Testo tratto da La Suisse et les WindsorLink esterno di Michael van Orsouw).

La regina Elisabetta II durante la sua visita ufficiale in Svizzera nel 1980. Keystone / Str

Durante la visita, il presidente della Confederazione, Georges-André Chevallaz, le sfiorò la mano durante gli onori militari, un gesto che fece scalpore.

La regina venne accolta dal Consiglio federale in corpore a Zurigo. "Proprio mentre Sua Maestà stava passando in rassegna la guardia d'onore e non sapeva dove andare, (il signor Chevallaz) la fece voltare con un movimento improvviso della mano. Un gesto sacrilego! Nel grande Commonwealth, quello su cui non tramontava mai il sole, si tagliavano teste per molto meno", scrisse il quotidiano romando L'Illustré.

Con il marito, il principe Filippo, Elisabetta si recò in seguito a Berna, Basilea, Losanna, Montreux, Lucerna e sul praticello del Grütli.

Ultimo incontro con Cassis quest'anno

Elisabetta II ha in seguito incontrato a Londra altri presidenti della Confederazione, Flavio Cotti e Samuel Schmid, rispettivamente nel 1998 e nel 2005. A fine luglio 2012, Eveline Widmer-Schlumpf ha avuto l'opportunità di parale con la regina Elisabetta e il principe Carlo, poco prima di partecipare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra.

L'ultimo presidente della Confederazione ad incontrare Elisabetta II è stato quest'anno Ignazio Cassis. In visita a Londra in aprile per discutere di un accordo di libero scambio, il ticinese si è detto "molto onorato di essere stato ricevuto dalla regina britannica Elisabetta II" dopo i colloqui politici con il Primo ministro: "Questo segno di amicizia tra i nostri Paesi simboleggia gli stretti e duraturi legami tra la Svizzera e il Regno Unito", ha twittato Cassis.

Ignazio Cassis assieme alla moglie Paolo ricevuti dalla regina Elisabetta II. Pa

Riconoscimenti e onorificenze

Altri svizzeri hanno incontrato la regina, come lo chef Anton Mosimann, che ha cucinato per lei in occasione del Giubileo di Diamante della Regina nel 2012 e per il banchetto di nozze del Principe William e della Principessa Kate nel 2011. Il bernese di Nidau è stato insignito dell'Ordine dell'Impero Britannico (OBE).

Un'onorificenza ricevuta anche da altri elvetici, tra cui l'avvocato ginevrino Antoine Böhler, che ha ricevuto il grado di ufficiale onorario nel 2004. Questo premio gli è stato conferito per i suoi 20 anni di servizio alla Corona come consulente legale delle missioni e del consolato generale britannico a Ginevra.

Le vacanze grigionesi del nuovo re

La regina Elisabetta II non ha mai trascorso ufficialmente una vacanza in Svizzera, a differenza ad esempio della regina Vittoria. Il principe Carlo, suo successore al trono, è invece da tempo un assiduo frequentatore delle piste da sci dei Grigioni: Carlo ha uno chalet a Klosters, dove è stato spesso visto sulle piste con i due figli William e Harry.

La regina Elisabetta invece non ha mai sciato. Dopo la guerra, "era già troppo tardi per imparare a sciare", ha dichiarato alla Schweizer Illustrierte dopo la sua visita in Svizzera nel 1980 per spiegare la sua assenza dalla località grigionese.
 

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