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Dopo la frana di Bondo Le incognite ‘stradali’ dei frontalieri della Valchiavenna

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Il percorso a ostacoli dei frontalieri della Val Chiavenna per raggiungere l'engadina

Circa 6'000 frontalieri italiani valicano ogni giorno il passo del Maloja per recarsi al lavoro in Svizzera, principalmente in Engadina. Le interruzioni stradali in seguito alla frana in Val Bregaglia stanno causando numerosi disagi.

Dal 23 agosto, giorno in cui si è staccata la frana al Pizzo Cengalo, per i frontalieri della Val Chiavenna giungere sul posto di lavoro si apparenta a un percorso ad ostacoli. Le vie alternative allungano notevolmente in percorso: per raggiungere l’Engadina transitando dallo Spluga e dallo Julier o dal Bernina significa farsi almeno cinque ore di viaggio al giorno, fra andata e ritorno.

Lunedì è però giunta una prima buona notizia: il tratto tra Castasegna e Soglio è stato riaperto anche di notte. Rimane invece in vigore la chiusura notturna della strada del Maloja fra Spino e Promontogno. Per le informazioni sulla situazione della viabilità stradale nei Grigioni potete cliccare quiLink esterno

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google map bregaglia e val chiavenna



tvsvizzera.it/fra con RSI (Il Quotidiano del 12.9.2017)

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