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La grave crisi dei commercianti ticinesi

Per i commercianti ticinesi sono anni difficili. Qualcuno marcia sul posto, altri sono in crisi. A Lugano, lungo la via Nassa, ci sono negozi chiusi e locali sfitti, la storica arteria dello shopping, a volte è sconsolatamente deserta. I motivi? Franco forte, concorrenza italiana e la crescita delle vendite online.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 marzo 2017 - 09:15
Katia Ranzanici, RSI, tvsvizzera/fra con RSI
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Le cause della crisi sono diverse e i commercianti piccoli spesso si lamentano degli affitti che, dicono, sono troppo alti, insostenibili. Anche per i centri commerciali non sono rose e fiori, diversi hanno chiuso i battenti. Qui si fa sentire la concorrenza italiana, avvantaggiata dalla forza del franco svizzero.

A queste difficoltà, come se non bastassero, si aggiunge la crescita delle vendite online, sono sempre di più infatti le persone che fanno i loro acquisti dalla poltrona di casa.

Il settimanale "Falò"Link esterno  della RSI propone un viaggio nel Ticino dei commercianti in questo periodo di crisi; molti fanno fatica, ma qualcuno, con ingegno e creatività riesce a cavarsela.

Ospite della puntata Enzo Lucibello presidente DISTI, associazione mantello della grande distribuzione ticinese.





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