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Como: per ogni negozio che apre, due chiudono

Nonostante tutto però la crisi colpisce meno di altrove: esercizi e negozi possono ancora contare sul turismo e sugli acquisti degli svizzeri. Pesa, invece, la nuova zona a traffico limitato.

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Il calo dei consumi colpisce i commercianti in tutta Italia e non risparmia Como, dove la crisi è però tamponata dal turismo e dagli acquisti degli svizzeri, che si confermano buoni clienti nonostante ai saldi estivi siano accorsi con ritardo. La nuova zona a traffico limitato pesa, ma solo per come sono stati compensati i parcheggi soppressi.

È questa la fotografia tracciata dal presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi, al quale abbiamo chiesto lumi dopo che la stampa, in primavera, aveva riferito di un numero preoccupante di esercizi e negozi chiusi. Su base provinciale “più di uno al giorno”, titolava Espansione Tg. Non era passata inosservata, un mese dopo, la “tanta merce di qualità invenduta” nel pieno dei saldi. Parole del direttore di Confcommercio Como, Graziano Monetti, che rilevava una latitanza dei clienti svizzeri.

La recente estensione della zona a traffico limitato non ha favorito lo shopping a Como. È stata ampliata di poco (le strade comprese tra Duomo, piazza Cavour e Stazione Nord) ma ha comportato una diminuzione di parcheggi vicino al centro e un aumento dei prezzi di quelli adiacenti. I posti auto compensatori a 5/10 minuti a piedi dalla città murata non hanno evitato la protesta di un centinaio di negozianti, che il 18 febbraio -giorno del debutto della nuova ZTL- hanno tenuto le serrande abbassate. Confcommercio ha poi aderito a un ricorso al Tar promosso dal comitato ‘Como di tutti’ con alcune associazioni di categoria.

In un sondaggio condotto dalla stessa Confcommercio su 240 esercenti del centro storico, un terzo degli intervistati dichiara un calo delle vendite pari almeno al 30% tra febbraio e luglio, mentre un quinto dice di aver ridotto il personale.

Intanto, il Comune ha stralciato una norma che ostacolava l’insediamento della media distribuzione, con punti vendita fino 800 mq. Non sarà il colpo di grazia, per i piccoli commercianti? Giansilvio Primavesi stima che il centro storico non sarà travolto dai grandi marchi, sia per la situazione dei parcheggi che scoraggia gli investimenti, sia perché gli spazi commerciali grandi sono pochi e già occupati. Se però arrivasse un marchio di forte richiamo, spiega il presidente, i negozi di quartiere e le piccole boutique avrebbero solo da guadagnare: “dove passa tanta gente, i negozi lavorano sempre”.


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