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Settimana dell'innovazione La moda ai tempi dell'e-commerce e dei big data


Commessa di un negozio passa in rassegna abiti appesi (dettaglio)

Immagine d'archivio.

(Keystone)

Si è conclusa martedì a Lugano la prima Fashion Innovation Week. Una settimana della moda imperniata su commercio elettronico, intelligenza artificiale, dati, realtà aumentata. Perché il futuro del settore si gioca anche, e soprattutto, sull'innovazione.

Se le capitali della moda sono ormai consolidate, il centro europeo dell'innovazione nel settore dell'abbigliamento è ancora da designare.

È il ruolo cui ambisce Lugano, dove la settimana della modaLink esterno, infatti, non è promossa dalle maison ma dall'associazione del commercio elettronico NetComm SuisseLink esterno e da una società di consulenzeLink esterno digitali che seleziona e premia le migliori start-up.

Pillole d'innovazione 1 - AryllaLink esterno (Canada) usa nanoparticelle per imprimere sul tessuto un codice contro le frodi, rilevabile e monitorabile attraverso un'applicazione per smartphone. Il marchio invisibile, aggiunto in tintoria o stampato, non interferisce con l'estetica della moda e ostacola i truffatori, che non vedono cosa copiare.

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La scelta della Svizzera italiana non è casuale: sono decine i marchi di moda presentiLink esterno con i loro centri logistici e di sviluppo, in parte di produzione o direzionali.

In questi sei giorni di incontri, seminari e visite a stabilimenti, le aziende più innovative hanno incontrato potenziali investitori e clienti, gli studenti hanno scoperto nuove opportunità professionali; altri hanno trovato consulenze su fiscalità, esportazione, digitalizzazione.

Big data e moda

La raccolta e l'analisi di dati ha cambiato il business dell'abbigliamento. Innanzitutto ha consentito, come in altri settori, un marketing più efficace e piattaforme di vendita sempre più funzionali.

Pillole d'innovazione 2 - EyeFitULink esterno (Svizzera) aiuta chi compra vestiti online a ordinare la giusta taglia. Il servizio incrocia i dati forniti dai produttori e dai rivenditori con le misure e preferenze dell'utente, nonché i feedback di altri consumatori. Copre attualmente 200 marchi di moda e 50 negozi online.

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Nella moda, però, l'osservazione delle abitudini e delle reazioni del consumatore ha un'influenza ben maggiore: orienta il disegno di nuovi capi. Quasi un capovolgimento, in un mondo dove gli stilisti stabilivano (pur "fiutando" l'ambiente circostante) le tendenze.

Si parla oggi di "data-driven design", specie nel settore del fast-fashion, cioè di quei marchi che rinnovano velocemente l'assortimento, con modelli che seguono i canoni in voga e non costano molto.

Per ora, a disegnare i capi sulla base di quanto suggerito dai big data, è un essere umano. Ma chi può escludere che, domani, la macchina crei da sé intere collezioni?

Intervista a Lodovico Brioschi, imprenditore svizzero della moda in Brasile

Di data-driven design abbiamo parlato con Lodovico Brioschi [video sopra]. Nato e cresciuto a Lugano, dopo la laurea a San Gallo e il master alla London School of Economics ha lavorato per qualche anno nel settore bancario e finanziario prima di trasferirsi a São Paulo, dove ha co-fondato Amaro.

Popolare marca di abbigliamento online del Brasile, AmaroLink esterno ha 300 dipendenti tra ufficio, fabbrica e "guide stores". Questi ultimi, più che negozi in senso stretto, sono uno spazio espositivo: il cliente prova il capo, ma l'acquisto è concluso sulla piattaforma online e la consegna effettuata a casa.

Fashion Innovation Award

Per fare del sud della Svizzera un centro di innovazione, particolare attenzione è dedicata alle aziende emergenti e ai loro prodotti.

Pillole d'innovazione 3 - CompetitoorLink esterno (Italia) è uno strumento che monitora i prezzi della concorrenza per permettere di adattarli tempestivamente. DesignerAILink esterno (Germania) usa l'intelligenza artificiale per aiutare gli stilisti a creare, raccogliendo e analizzando emozioni e informazioni da foto e post sui social.

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Le migliori start-up, selezionate tra decine di candidature, sono state sottoposte durante la Fashion Innovation Week a una giuria di investitori, rappresentanti di griffe della moda, esperti di nuove tecnologie.

Del Fashion Innovation Award sono state insignite Arylla [vedi Pillole], EyeFitU [idem] e NewstoreLink esterno, che fornisce ai rivenditori specializzati un servizio-piattaforma per raggiungere e servire facilmente la clientela online.

La zurighese Real LookLink esterno -che sviluppa tecnologie per la produzione di abbigliamento su misura, come la presa delle misure del cliente attraverso uno smartphone- è stata premiata sia con il FI Award, sia dall'agenzia regionale per l'innovazione AgireLink esterno.

La Fashion Innovation Week si è aperta giovedì con dei seminari ospitati da UniversitàLink esterno e Scuola universitaria professionaleLink esterno della Svizzera italiana (USI e SUPSI). Venerdì è stata giornata di porte aperte in alcune aziende del settore, sabato di incontri istituzionali mentre domenica sono state presentate le start-up finaliste del concorsoLink esterno. Culmine della settimana è stato il convegno al LACLink esterno di lunedì 26 marzo, con la partecipazione di un migliaio di addetti ai lavori da 27 paesi.

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