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Credit Suisse, entro settembre verranno soppressi 10’000 impieghi

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Il logo di Credit Suisse, a meno di " un miracolo", è destinato a scomparire. © Keystone / Ennio Leanza

Secondo indiscrezioni del domenicale SonntagsZeitung, il taglio darà via all’assorbimento della banca da parte di UBS.

Stando a informazioni diffuse dal domenicale svizzero-tedesco SonntagsZeitung, un’ondata di licenziamenti colpirà Credit Suisse (CS) nel mese di settembre. Il taglio concernerà il 30% dell’organico e darà via al lungo processo di assorbimento della banca da parte di UBS. “Solo grazie a un miracolo – scrive il domenicale – l’istituto acquisito rimarrà indipendente”. 

UBS non ha voluto commentare le indiscrezioni del settimanale, secondo il quale nel breve termine saranno soppressi circa 10’000 posti di lavoro in tutto il mondo. Un processo necessario anche per far fronte al crollo dei ricavi subìto da CS. LA fusione sarà poi completata in una seconda fase: si tratterà di un processo più lungo che comporterà la perdita di altri 20’000 impieghi, una riduzione che in questo caso interesserà il personale di entrambe le banche. 

+ Il CEO di UBS Sergio Ermotti anticipa forti tagli in seno a Credit Suisse

Quest’ultima operazione, commenta il domenicale, è tutt’altro che semplice ed è associata a grandi rischi. Infatti, per poter davvero lavorare in modo più efficiente dal punto di vista dei costi, i precedenti clienti di CS devono essere trasferiti sulla piattaforma informatica di UBS. Un esercizio che il domenicale definisce “mostruoso” e che non è mai stato realizzato in questa forma in Svizzera, nemmeno quando UBS e la Società di banca svizzera (SBS) si fusero 25 anni or sono: all’epoca l’automazione era infatti molto più limitata. 

Dopo la fase di transizione e la fusione, la nuova mega-banca impiegherà solo poche persone in più rispetto a quante ne impiega ora UBS. L’indipendenza di Credit Suisse attuale finirà quindi entro gli ultimi giorni di agosto. Per realizzare uno scenario diverso (quello di due banche distinte) servirebbe infatti un intervento rigoroso del mondo politico, che nessuno però si aspetta, scrive la SonntagsZeitung. 

Secondo il giornale non ci sarà uno scorporo volontario di CS Svizzera perché le sinergie derivanti dalla fusione sono troppo grandi e sarebbe troppo complicato mantenere le attività separate. Pertanto, a medio termine, le filiali in eccesso saranno chiuse in molti luoghi, gli edifici venduti e alla fine scomparirà ogni traccia di Credit Suisse, conclude la testata zurighese. 

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