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Cineteca di Milano Il cinema svizzero che non ti aspetti in streaming

Sulla piattaforma online della Cineteca di Milano prende il via mercoledì 13 maggio la rassegna 'Il cinema svizzero contemporaneo'. Si tratta del primo festival in streaming della Cineteca di Milano, realizzato grazie al sostegno del Consolato generale Svizzero a Milano, in collaborazione con Cinema Svizzero a Venezia e con il contributo dell’Istituto Svizzero.

la homepage della cineteca di Milano dove pubblicizza la rassegna sul cinema svizzero

Da mercoledì 13 maggio sulla piattaforma online della Cineteca di Milano prende il via la rassegna 'Il cinema svizzero contemporaneo'.

(tvsvizzera)

Venti film, tra fiction e documentari, accessibili online e gratuitamente sulla piattaforma streaming della Cineteca di Milano. “L’unica fatica che deve fare l’utente – racconta il direttore Matteo Pavesi – è quello di registrarsiLink esterno. Poi ha accesso alla rassegna cinematografica come anche a tutti i titoli della cineteca messi sul web, che sono circa 500”.

L’idea di questo festival online è della Cineteca di MilanoLink esterno. “Ero stufo di sentire continuamente notizie su festival annullati in tutto il mondo – ci dice Matteo Pavesi – per cui mi son detto: 'perché non cambiamo strada? Il cinema svizzero lo presentiamo in streaming!' E grazie all'adesione immediata della console generale a Milano, da progetto il festival è diventato realtà”.

“Ero stufo di sentire continuamente notizie su festival annullati in tutto il mondo per cui mi son detto: perché non cambiamo strada?"

Matteo Pavesi, cineteca Milano

Fine della citazione

“Una proposta un po’ diversa dal solito – racconta la console generale Sabrina Dallafior – ma l’emergenza sanitaria ci obbliga a nuove regole, abitudini e comportamenti. Grazie alla tecnologia è possibile restare in contatto nonostante il necessario distanziamento sociale”.

La tecnologia dunque. Come dire l’innovazione al servizio della creatività. Due aspetti che il Consolato generale di MilanoLink esterno cerca da tempo di promuovere come immagine della Confederazione. “È vero, noi vogliamo dare un’immagine innovativa e creativa della Svizzera – aggiunge la console Sabrina Dallafior – cercando di andare oltre i soliti luoghi comuni. Il cinema in questo senso è un ottimo veicolo. L’interesse per la manifestazione c’è. Ora speriamo che il pubblico partecipi”.

Lo streaming, una scelta

Quello del festival via streaming è una scelta. Non un ripiego. “C’è molto interesse sui social media – ci confida Matteo Pavesi – almeno mezzo milione di persone si sono dichiarate interessate alla manifestazione”.

La Cineteca ha lanciato l’offerta in streaming prima che scoppiasse la pandemia- “Ci sta dando grandi soddisfazioni – prosegue il direttore –. Presentare materiale d’archivio è difficile solo con una sala cinematografica. Sulla piattaforma internet funziona meglio. Raggiungiamo un pubblico più vasto. Questo ci motiva parecchio. È come dare una seconda, terza vita ai film”.

E grazie a questa esperienza della cineteca milanese la Console ha colto immediatamente l’invito:  “La cineteca di Milano è il partner ideale visto che ha già esperienze in questo ambito. Per questo motivo – ricorda la console Dallafior – abbiamo aderito subito con molto entusiasmo al progetto. Hanno un buon seguito online per cui cerchiamo di cavalcare al meglio questa onda.”

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un festival in streaming

Festival del cinema svizzero contemporaneo

Da mercoledì 13 maggio parte la settimana dedicata al cinema svizzero, “una cinematografia florida, di ampio respiro internazionale – sottolinea Matteo Pavesi – capace di affrontare tematiche forti e di raccontare storie provenienti dai punti più disparati del mondo, con tecniche sempre innovative ed esplorando ampiamente i generi, dal film di finzione al cinema documentario”.

"Vogliamo dare della Svizzera un'immagine diversa, al di là dei soliti stereotipi". 

Sabrina Dallafior, console generale a Milano

Fine della citazione

Molti film svizzeri girano i più importanti festival nel mondo ma faticano a essere programmati nelle sale cinematografiche. Soprattutto in Italia. “Con la nostra iniziativa – afferma Matteo Pavesi – soddisfiamo una domanda di un cinema di qualità, indipendente che non verrebbe mai distribuito in Italia. Il nostro obiettivo è quello di diffondere altre cinematografie di valore, spesso sconosciute o quasi e con lo streaming si può fare. E devo dire che 20 titoli sono davvero tanti”.

I film in programma

La programmazione del festival è stata fatta con Massimiliano Maltoni, Curatore di Cinema Svizzero a VeneziaLink esterno. Molte proposte sono in anteprima internazionale e cosa non da poco, la maggior parte dei film sarà introdotta dagli autori stessi (ecco il programma Link esternodegli interventi degli autori).

Come detto basta collegarsi al sito della Cineteca di Milano. Per l’occasione, grazie anche all'aiuto del Consolato, è stato potenziato il sistema e la piattaforma della cineteca è pronta ad ospitare migliaia di visitatori. I film, con una sola eccezione, sono disponibili sulla piattaforma per 48 ore.

Documentario "Moka noir" La scomparsa del distretto casalingo di Omegna

A Roma anteprima mondiale di “Moka Noir”, il documentario di Erik Bernasconi. Un’indagine sulla scomparsa dell’industria del casalingo a Omegna. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2019 8.35

Il festival apre mercoledì 12 maggio alle 16 con un saluto a cura di Sabrina Dallafior, Console Generale di Svizzera a Milano, di Matteo Pavesi, Direttore della Cineteca di Milano e di Massimiliano Maltoni, Curatore di Cinema Svizzero a Venezia. 

Poi si comincia con 'Un autre homme', un film di Lionel Baier, uno degli autori più talentuosi del panorama elvetico, responsabile del dipartimento di cinema dell’École cantonale d’art de Lausanne (ECALLink esterno), a cui è dedicata una piccola retrospettiva. 

Di seguito (vedi anche l'articolo qui accanto) 'Moka Noir: a Omegna non si beve più caffè' del regista ticinese Erik Bernasconi. Nel documentario – presentato alla Festa del cinema di Roma – lo stesso regista si mette nei panni di un detective che vuole scoprire chi ha “ucciso” il distretto del casalingo sviluppatosi attorno a Omegna, il paese della moka, la caffettiera più famosa del mondo.

Da segnalare anche un omaggio al fotografo svizzero René Burri, uno dei più grandi fotografi del Novecento e la versione restaurata di La Vocation d’André Carel di Jean Choux, opera del 1925, capolavoro della cinematografia svizzera del passato, dall’alto valore estetico.

Per concludere, come ogni festival che si rispetti, ci sarà anche un vincitore. Il pubblico – che si trasforma in una giuria social – potrà votare il film che ha amato maggiormente.

Ecco dove potete trovare tutto il programmaLink esterno.

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