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Girare un film durante la pandemia

Daniele Vicari, regista di “Diaz” e “Sole cuore amore”, sta girando un film a Roma in modalità "smart-working". Il film si intitola “Il giorno e la notte” e nonostante i protagonisti siano reclusi in casa, non racconta la pandemia. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 maggio 2020 - 22:14
tvsvizzera.it/fra con RSI
Una vecchia foto di Vicari (2003) mentre ritira il David di Donatello come miglior regista esordiente per il film "Velocità massima". Keystone / Claudio Onorati

Gli attori, evidentemente, sono confinati in casa. Anche nella fiction. Questa volta non a causa del coronavirus ma di un altro pericolo incombente. Un film dunque girato a distanza (smart-working appunto anche per gli attori), nel rispetto di tutte le norme sanitarie.

L’idea del regista Vicari è stata quella di puntare su attori che sono una coppia anche nella vita reale, così che si potesse far interagire gli attori senza protezione e senza paura di contagi.

Il film segue quattro coppie, di cui tre appunto anche nella vita. “È un atto d’amore verso il cinema – ha raccontato il regista al quotidiano romano la Repubblica – e lo dedichiamo a tutte le persone che fanno cinema, in questo momento bloccate in casa senza prospettive chiare, speriamo che questo atto d’amore possa contribuire ad immaginare il futuro”.

Il primo ciak è stato battuto lunedì 4 maggio, primo giorno della cosiddetta "fase 2" in Italia. 

Si tratta di un progetto collettivo interpretato e realizzato da Dario Aita, Elena Gigliotti, Barbara Esposito, Francesco Acquaroli, Isabella Ragonese, Matteo Martari, Milena Mancini, Vinicio Marchioni, Giordano De Plano. 

Vediamo il servizio del Tg girato dal nostro corrispondente a Roma.

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