Berna di nuovo vittima di attacchi informatici russi
L'arrivo in Svizzera del presidente ucraino ha scatenato l'offensiva del gruppo di hacker "NoName" che aveva già colpito in giugno.
In concomitanza con l’arrivo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al WEF di Davos, diverse pagine web dell’amministrazione federale sono state bloccate da un attacco cibernetico rivendicato dal gruppo filorusso “NoName”. Quest’ultimo aveva già colpito in Svizzera nel giugno scorso.
Gli specialisti della Confederazione – che si attendevano qualcosa di simile – hanno rapidamente rilevato il ciberattacco e adottato le misure per ripristinare quanto prima il funzionamento delle pagine web, si legge in una nota odierna dell’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS).
Poiché ci si attendeva un attacco già alla vigilia della visita ufficiale in Svizzera del presidente ucraino, il 10 gennaio scorso l’UFCS aveva messo in guardia i gestori delle infrastrutture critiche, invitandoli ad adottare misure adeguate.
Nessuna fuga di dati
Nel caso concreto, l’amministrazione federale è stata oggetto di un attacco DDoS che mira a limitare la disponibilità delle pagine web, senza però causare una fuga di dati. Le pagine sono irraggiungibili poiché sommerse da un gran numero di richieste. Sono state interessate tra l’altro le pagine web dei dipartimenti nonché di diversi uffici.
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“L’attacco è iniziato prima delle 8 del mattino”, ha dichiarato una portavoce dell’UFCS a Keystone-ATS. I vari siti sono stati bloccati per periodi di tempo diversi, ha spiegato, aggiungendo che nel pomeriggio tutto è tornato a funzionare.
Nonostante l’attacco, la House of Switzerland al WEF è stata in grado di funzionare normalmente. Oggi si è verificato fra l’altro un attacco DDoS anche ai danni Ferrovia retica (RhB), come confermato da una portavoce a Keystone-ATS. La RhB era stata avvertita in anticipo dalla Confederazione.
Il gruppo “NoName” aveva già preso di mira l’amministrazione federale nel giugno 2023. In quell’occasione, Zelensky aveva tenuto un discorso videotrasmesso al Consiglio nazionale. Lunedì scorso, prima di recarsi a Davos, ha invece incontrato personalmente i membri del Consiglio federale e diversi deputati.
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