La televisione svizzera per l’Italia

Lega e UDC, l’alleanza è cosa fatta

Il movimento si è unito alla sezione cantonale dell'UDC per creare "un progetto politico comune, solido e credibile".
Il movimento si è unito alla sezione cantonale dell'UDC per creare "un progetto politico comune, solido e credibile". Keystone/Karl Mathis

In Ticino, le due fazioni di destra correranno insieme per le elezioni cantonali previste nel mese di aprile 2027, ricucendo così uno strappo in corso da mesi e cercando di dare maggiore stabilità futura alla destra nella Svizzera italiana.

Forse per la prima volta dall’enorme successo vissuto nei suoi primi anni, negli ultimi mesi, tutta la stampa nazionale svizzera, e anche parte di quella italiana, ha parlato della Lega dei Ticinesi.  

L’occasione non è tuttavia celebrativa come lo fu all’inizio degli anni Novanta: al centro delle notizie, è ormai noto, le inchieste aperte nei confronti del presidente del Governo ticinese, il leghista dimissionario Claudio Zali. A queste si aggiunge poi una possibile violazione della leggeCollegamento esterno sui diritti politici da parte della stessa Lega dei Ticinesi segnalata al Ministero pubblico da parte del Controllo federale delle finanze. 

È in questo complesso quadro, e con le elezioni cantonali del 2027 alle porte, che la Lega ha accolto la proposta di un’alleanza con l’UDC cantonale (Unione democratica di centro, destra conservatrice) allo scopo di unire le forze e correre con una lista comune o, come viene chiamata dalle due fazioni interessate, “casa comune”.

Altri sviluppi
claudio zali

Altri sviluppi

Qui Svizzera

Claudio Zali non si dimette e sfida il Governo ticinese

Questo contenuto è stato pubblicato al Il Governo ticinese si è riunito in seduta straordinaria dopo aver appreso dell’apertura di un procedimento penale nei confronti di Claudio Zali, che per ora non ha dato seguito alla richiesta. Piero Marchesi: “Pronto a entrare subito in Governo”.

Di più Claudio Zali non si dimette e sfida il Governo ticinese

Un’alleanza non nuova

Non si tratta di una novità, i due lo hanno già fatto negli anni passati. Nel mese di giugno, l’UDC Ticino aveva tuttavia annunciato di voler rinunciare a correre insieme alla Lega per le cantonali in programma nell’aprile prossimo perché distante dalle idee di alcuni esponenti del movimento.  

Tra le figure che avevano fatto storcere il naso ai membri democentristi c’era proprio Claudio Zali. Quest’ultimo non ha infatti mai negato una certa sensibilità ecologica, portata avanti nelle proprie battaglie politiche, che nulla c’entra con i principi di destra e con cui l’UDC Ticino non si voleva vedere accomunata. 

Il servizio del Quotidiano della RSI del 17 settembre 2026:

Contenuto esterno

Quando le cose cambiano

Lo scandalo sopracitato e le dimissioni del consigliere di Stato leghista – annunciate ma non ancora effettive – hanno però cambiato le carte in tavola. In occasione della riunione della propria sezione, avvenuta all’inizio di settembre, il comitato democentrista si è infatti detto favorevole a rinnovare l’alleanza. 

Ora, anche la Lega dei Ticinesi, la cui assemblea straordinaria si è svolta il 16 settembre a porte chiuse, ha espresso la volontà di ricucire lo strappo e costruire una lista elettorale insieme all’UDC. Una proposta non condivisa da tutti, ma approvata a maggioranza con 36 voti favorevoli e 16 contrari. Il primo passo verso la “casa comune” con cui le fazioni si impegnano a dare una maggiore stabilità futura alla destra ticinese. 

Obiettivi comuni ma identità preservata

“Il 2027 dovrà rappresentare il primo passo verso un progetto politico comune, solido e credibile, da costruire insieme nel 2028, garantendo ancora l’autonomia decisionale sino a progetto definitivo”, si legge in una nota stampa diramata dalla Lega dopo la riunione. 

“La Lega non rinuncia a sé stessa e non si mette al seguito di nessuno” precisa il movimento, esprimendo la volontà di unire le forze sui temi senza rinunciare alla propria identità. 

Altri sviluppi

E l’intento di rispettare le vicendevoli peculiarità è stato confermato anche dall’UDC, non solo quello cantonale ma anche nazionale. “Non stiamo divorando la Lega”, ha dettoCollegamento esterno ai microfoni della RSI il presidente nazionale democentrista, Marcel Dettling, poco prima dell’assemblea leghista.  

“Noi siamo interessati a collaborare e da parte dell’UDC Svizzera l’atteggiamento è positivo. Se in Ticino è possibile continuare a collaborare, questo deve avere la massima priorità”. 

Non è la prima volta

Già nel 2015, l’allora presidente dell’UDC nazionale Toni Brunner intervenne per salvare l’alleanza Lega-UDC per le federali. Un certo interesse da parte dei democentristi di far proprio – anche solo in parte – l’elettorato ticinese della Lega non è quindi da escludere. 

“Abbiamo grande interesse a mantenere una buona collaborazione con i partiti e i movimenti che, sulle questioni dell’immigrazione e dell’asilo, hanno posizioni simili alle nostre. Vogliamo rafforzare questo blocco e penso che in Ticino si stia andando nella giusta direzione”, spiega ancora Dettling alla RSI. 

Questo articolo vi interessa? Volete conoscere un po’ meglio la realtà svizzera e avere qualche informazione pratica sulla vita nella Confederazione? Abbonatevi alla nostra newsletter quindicinale.

Il presidente nazionale precisa infine che comunque “spetta ai ticinesi decidere e ai nostri esponenti valutare da soli quale sia la scelta giusta. E se pure il Centro e il Partito liberale radicale (PLR, destra) si riconoscono nei nostri valori in materia di immigrazione e asilo, siamo sempre aperti a una collaborazione”. 

UDC cantonale in ascesa

La sezione ticinese dell’UDC, d’altronde, sta vivendo un momento felice iniziato ben prima dei recenti scandali leghisti. Il calo dei consensi della Lega dei Ticinesi è infatti iniziato già nel 2015. Questo, come ci ha spiegato il politologo Nenad Stojanović in una recente intervista, è dovuto a molti fattori. “Ma in particolar modo al fatto che è difficile mantenere una retorica anti-sistema e di rottura con le istituzioni se diventi tu stessa parte del sistema”.  

Contenuto esterno

La tendenza iniziata nel 2015 si è consolidata anche negli appuntamenti alle urne del 2019 e del 2023. Nell’ultima tornata elettorale a livello federale, il Ticino ha votato in maniera più marcata per l’UDC piuttosto che per la Lega, sorpassando il movimento per la prima volta dal 1991, ossia dalla sua nascita. 

Contenuto esterno

Con l’uscita del leghista Claudio Zali dal Governo cantonale, alla fine del mese di settembre, il movimento nato con Giuliano Bignasca perderà uno dei suoi due seggi nel Consiglio di Stato ticinese e sarà un democentrista a prendere il suo posto: Piero Marchesi. I due partiti saranno così rappresentati da un esponente a testa nell’Esecutivo.

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR