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Vaccini, l'attesa sarà ancora lunga

Per Swissmedic, l'omologazione del vaccino della AstraZeneca non è imminente. Copyright 2020 The Associated Press.all Rjghts Reserved

Per avere in consegna altre dose di vaccini ci vuole ancora del tempo. In Europa si attende il via libera al preparato di AstraZeneca ma in Svizzera, spiega Swissmedic, l'omologazione non sembra così imminente.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 gennaio 2021 - 14:11

I ritardi nelle forniture di Pfizer/BioNTec e di Moderna stanno costringendo i cantoni elvetici a rivedere i propri piani di vaccinazione. Alcuni centri sono stati provvisoriamente chiusi per mancanza di dosi, ad esempio a Ginevra. La pressione per il via libera ad altri prodotti è quindi alta su Swissmedic, l'istituto che in Svizzera omologa i medicinali.

“Al momento ancora mancano gli ultimi, decisivi dati per l'autorizzazione del vaccino di AstraZeneca” spiega il portavoce Lukas Jaggi. In teoria, appena arriva, ci vuole poco per dare il permesso all'utilizzo anche di questo prodotto, del quale la Confederazione ha ordinato 5,3 milioni di dosi: il secondo quantitativo in ordine di grandezza dopo le 7,5 milioni di dosi da Moderna.

Ecco la situazione in Svizzera:

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Al contrario dell'omologo istituto europeo, per Swissmedic non sembra essere una questione di ore. “Mancano dati importati su sicurezza e qualità”, dice Jaggi, cioè, due dei tre criteri da adempiere per ottenere l'autorizzazione. Il portavoce conferma poi che vengono analizzati prioritariamente e in procedura accelerata anche i dati dei test su un quarto vaccino, quello dell'americana Johnson&Johnson, che avrebbe due vantaggi: è più facile da conservare, e non è necessario una seconda iniezione a distanza di qualche settimana.

“Ma gli studi qui non sembrano essere in fase conclusiva, quindi ci vorrà ancora del tempo”. Su questo quarto prodotto un via libera d'altronde non si tradurrebbe ancora in somministrazioni, visto che la Confederazione non ha ancora stipulato alcun contratto col produttore, ma trattative sono in corso.

Anche l'Ue particolarmente critica con Astra Zeneca ed è pronta a mettere in campo l'artiglieria pesante: minaccia un blocco dell'export e avverte che userà l'articolo 122 del Trattato, che è la base legale per tutte le misure di emergenza e che in questo caso autorizzerebbe appunto "interventi urgenti" per assicurare produzione e distribuzione efficace dei vaccini agli europei. Il servizio del telegiornale:

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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