Scandalo AutoPostale La Posta restituirà 205 milioni

Foto grandangolare di un bus AutoPostale che affronta una curva a gomito su una strada di montagna

Per anni, l'azienda ha operato un trasferimento illecito di utili dal traffico regionale (sovvenzionato) ad altri settori di attività.

© KEYSTONE / URS FLUEELER

La Posta svizzera risarcirà Confederazione, Cantoni e Comuni con 188,1 milioni di franchi, per i sussidi ricevuti indebitamente dall'azienda di trasporto AutoPostale dal 2007, attraverso manipolazioni contabili.

L'accordoLink esterno -che prevede anche 17,2 milioni di "restituzione spontanea" per irregolarità precedenti, cadute in prescrizione- è stato raggiunto venerdì tra l'Ufficio federale dei trasporti UFTLink esterno, la Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici e la Posta, titolare della principale azienda di trasporto passeggeri su gomma del Paese.

Lo scandalo AutoPostale era scoppiato lo scorso 6 febbraio, quando l'UFT aveva reso noto di aver scoperto, durante l'ordinaria attività di revisione dell'autunno precedente, che la Posta aveva effettuato trasferimenti illeciti di utili dal traffico regionale viaggiatori (sovvenzionato) ad altri settori di attività, ottenendo così delle indebite indennità.


La Posta promette un rimborso "rapido e non burocratico" di "ogni franco". Tuttavia, l'accordo quadro per il pagamento, precisa una notaLink esterno, acquisterà validità solo se, entro il prossimo 14 dicembre, almeno 18 cantoni e la Confederazione avranno concluso un accordo individuale di attuazione.

Parole chiave