La televisione svizzera per l’Italia
Treno su un viadotto.

Oggi in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all’estero,
i complicati rapporti tra Svizzera e Unione Europea, su cui le diplomazie delle due parti stanno da tempo tessendo le loro strategie, potrebbero venire incrinate dal cioccolato.

La Svizzera, si sa, è nota per questo alimento prelibato ma per poter esportare dal prossimo anno nei Paesi UE dovrà adeguarsi alla direttiva comunitaria che impone una certificazione severa del cacao. Questo dovrà provenire unicamente da regioni non coinvolte da deforestazioni.

Il Governo federale sta riflettendo su un possibile compromesso che, secondo quanto riportano i media, attuerebbe solo in parte la direttiva UE, per non penalizzare troppo le aziende elvetiche del settore. Vedremo quale soluzione verrà prospettata da Berna. Intanto vi invitiamo a leggere il resto delle notizie odierne dalla Confederazione.

Camion in galleria.
KEYSTONE/© KEYSTONE / PETER KLAUNZER

Anche i camion a propulsione elettrica che attraversano la Svizzera saranno con ogni probabilità assoggettati dal 2031 alla tassa sul traffico pesante (TTPCP).

La proposta messa oggi in consultazione dal Governo federale ha lo scopo di assicurare anche in futuro le risorse per gli obiettivi di politica ambientale portati avanti a livello federale, in particolare quello del trasferimento delle merci su rotaia.

A seguito dell’evoluzione tecnologica, sottolinea Berna, il 90% dei mezzi pesanti attualmente appartiene alla categoria che paga una quota minima del tributo (Euro VI) e quelli elettrici, che tenderanno ad aumentare sensibilmente nei prossimi decenni, ne sono completamente esentati.

Il progetto governativo ridisegna anche gli scaglioni di imposta per i camion a propulsione fossile. I meno inquinanti degli attuali Euro VI verranno assegnati alla seconda classe più conveniente dal profilo tributario.

Medico visiona paziente.
KEYSTONE/© KEYSTONE / CHRISTIAN BEUTLER

Si profila un sostanzioso aumento dei premi per le persone assicurate residenti all’estero, in particolare frontalieri/e e pensionati/e.

Nell’ambito della revisione della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) la commissione della sanità della Camera alta, aderendo all’analogo pronunciamento del Consiglio Nazionale, ha approvato a larga maggioranza l’inclusione delle e dei residenti oltre frontiera nel calcolo della compensazione dei rischi. Il plenum dovrebbe quindi avallare, salvo sorprese clamorose, questa scelta.

Si tratta di un aspetto tecnico che mira a pareggiare, attraverso compensazioni finanziarie, gli squilibri tra le varie assicurazioni, gli squilibri che sono originati dalla diversa composizione dei rispettivi gruppi di assicurati/e.

Nella sostanza però questa novità avrà scarsa rilevanza per le e i frontalieri italiani – quasi tutti a carico del sistema sanitario nazionale – mentre sarà più incisiva per i pendolari francesi e tedeschi, una consistente quota dei quali hanno stipulato una copertura sanitaria nella Confederazione.

Farmaco su un tavolo.
KEYSTONE/© KEYSTONE / GAETAN BALLY

Sta facendo discutere, non solo in Italia, il caso della 55enne torinese che all’insaputa dei familiari, è venuta lo scorso ottobre in Svizzera per porre fine, con l’aiuto di un’associazione a Basilea, alla sua esistenza.

Un fatto di cronaca che ha riproposto il dibattito sul fine vita. E che fa emergere un aspetto controverso: nella Confederazione il suicidio assistito è una pratica consentita anche alle persone che non soffrono di una patologia grave e irreversibile. Una condizione imprescindibile per l’accesso a questo servizio, secondo la prassi consolidata, è una “grande sofferenza”, anche di natura psicologica. Come quella vissuta dall’accademica piemontese, devastata dal decesso, dopo una lunga malattia, del figlio adolescente.

In relazione alla “dolce morte”, che si distingue dal suicidio violento, il Governo federale ha deciso di non intervenire con norme apposite. A suo giudizio il quadro legale e le linee guida per il personale medico sono sufficientemente chiari.

Un orientamento confermato dal Tribunale federale secondo cui ci deve essere piena coscienza di intendere e volere, ponderazione e costanza nella volontà di morire e l’assenza, da parte delle associazioni di sostegno, di motivi egoistici (vantaggi finanziari). Tesi che però i familiari delle persone che hanno fatto questa scelta estrema, continuano a contestare, soprattutto quando non sono state informate delle decisioni dei loro congiunti.

Treno su un viadotto.
KEYSTONE/© KEYSTONE / GAETAN BALLY

Le Ferrovie federali svizzere (FFS) potenziano i collegamenti con l’Italia: ordinati cinque treni Giruno che entreranno in servizio nel 2026.

La commessa al costruttore turgoviese Stadler per i nuovi convogli è di 170 milioni di franchi (179 milioni di euro). Si tratta di un investimento, spiega l’azienda pubblica di trasporto, deciso per far fronte all’aumento costante delle viaggiatrici e dei viaggiatori tra i due Paesi, in particolare lungo la direttrice del San Gottardo.

I cinque convogli di questo tipo andranno ad aggiungersi ai 29 attualmente in circolazione da Zurigo o Basilea verso Lugano-Milano, con diramazioni, nel capoluogo lombardo, per Bologna, Venezia e Genova.

Altri sette elettrotreni di questo modello, ordinati alla Stadler nel 2022, sono destinati al traffico viaggiatori con la Germania (via Basilea). In totale nel 2026, precisano le FFS, saranno 41 i Giruno in servizio nella Confederazione.

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