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La nuova caserma della Guardia Svizzera ottiene il via libera dall’UNESCO

Papa e Guardia Svizzera
Papa Francesco e un membro della Guardia Svizzera in Vaticano Keystone / Maurizio Brambatti Bt

Il progetto di ristrutturazione della caserma della Guardia Svizzera Pontificia in Vaticano ha superato un importante ostacolo.

L’UNESCO ha dato la sua approvazione al progetto di rinnovo della caserma delle Guardie svizzere in Vaticano. La pianificazione dettagliata può ora cominciare, con il via ai lavori previsto per inizio 2026, ha annunciato la fondazione per il suo restauroCollegamento esterno.

Gli esperti e le esperte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura hanno apprezzato in particolare il rifacimento della facciata con vista sul territorio italiano, la riorganizzazione degli spazi interni e lo spostamento di una fontana che permetterà di liberare un passaggio e ristabilire l’antica strada dei pellegrini. Nella loro relazione, hanno inoltre affermato che l’attuale caserma ha un carattere obsoleto. Ci sono grandi dislivelli, collegamenti poco pratici e stanze strette senza servizi igienici individuali.

La struttura sarà staccata dal Passetto di Borgo medievale per metterlo meglio in risalto. Ciò comporterà una riduzione del volume dell’edificio. Per questo motivo, ora sono previste camere doppie per le reclute e singole solo per gli alabardieri.

+ Le Guardie svizzere avranno una nuova casa

Visto che il Vaticano appartiene al patrimonio culturale mondiale, ogni progetto rilevante sul suo territorio va sottoposto al parere di esperti ed esperte. L’OK dell’UNESCO rende onore alla qualità del lavoro degli architetti ticinesi Durisch + Nolli e degli ingegneri basilesi di Schnetzer Puskas, che hanno lavorato in collaborazione con la commissione vaticana per la tutela dei monumenti storici, sottolinea la fondazione. Si tratta di un’importante pietra miliare sulla strada per la realizzazione del progetto, hanno dichiarato giovedì ai media Doris Leuthard, presidente del comitato di patronato, e Jean-Pierre Roth, presidente del consiglio di fondazione.

La nuova tappa, viene indicato nella nota, sottolinea anche l’importanza delle Guardie svizzere quale istituzione vivente che contribuisce “al valore universale straordinario del Vaticano”.

Secondo le cifre annunciate giovedì, finora sono stati donati 48,5 milioni di franchi svizzeri per il progetto da 50 milioni. Leuthard ha sottolineato che il volume delle donazioni dimostra il palpabile entusiasmo per il progetto.

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