In pillole La settimana in Svizzera


Mentre la salute costa sempre più cara, le Camere approvano le quote femminili per i cda e i direttivi delle aziende. Non concordano, invece, su norme più restrittive per i lobbisti. Intanto, il Politecnico di Zurigo si classifica 6° nella graduatoria delle migliori università al mondo. E tra Berna e Bruxelles la situazione resta tesa.

Il riepilogo della settimana comincia dal fondo. Venerdì era infatti l'ultimo giorno utile per una decisione da parte dell'Unione Europea su un rinnovo (o riconoscimento definitivo) dell'equivalenza della Borsa svizzera. Riconoscimento negato con la giustificazione di "mancati progressi" sulla questione dell'accordo quadro.
 

Continua la spirale dei costi sanitari in Svizzera. La federazione di assicuratori Santésuisse ha diffuso, lunedì, preoccupanti stime per il 2019 (aumento del 3%) e per il 2020 (5%). Tra le proposte di "misure urgenti a favore degli assicurati", vi è un raffronto annuale con l'estero dei prezzi dei medicinali, ancora troppo cari in Svizzera.

Intanto nel villaggio di Andermatt, stazione turistica invernale e importante presidio militare fino a pochi anni fa, continua lo sviluppo delle strutture ricettive e ricreative. La nuova sala concerti è stata inaugurata dai Berliner Philarmoniker.

Martedì è giunto in Consiglio nazionale, la camera bassa del Parlamento svizzero, un progetto di legge per limitare l'attività dei rappresentanti di gruppi di interesse a Palazzo federale. Ma i deputati non ne hanno neppure voluto discutere.

Nel graduatoria delle Università elaborata dagli analisti di Quacquarelli Symonds, resa nota mercoledì, il Politecnico federale di Zurigo è ormai a un passo dal primato europeo, superato solo da Oxford. A livello mondiale, è al sesto posto.

Mercoledì è anche il giorno in cui il Consiglio degli Stati, camera alta del Parlamento, ha aderito a una modifica delle norme sulle società anonime che prevede una soglia minima del 30% di rappresentanti femminili nei consigli d'amministrazione e del 20% negli organi direttivi.

E riguarda i lavori parlamentari anche l'ultima notizia di questa settimana: il Consiglio nazionale ha bocciato due iniziative popolari che miravano a un'agricoltura più "bio".


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