camere federali Quote rosa ai vertici delle imprese in Svizzera


I vertici delle società quotate in borsa si tingono di rosa in Svizzera. Il Consiglio degli Stati ha infatti aderito, con 27 voti contro 13, alla modifica delle norme delle società anonime avanzata nell'altra Camera, che prevede una soglia minima del 30% di rappresentanti femminili nei consigli di amministrazione delle imprese e del 20% negli organi direttivi delle stesse.

Alla vigilia si profilava una divergenza nei due rami del parlamento ma il plenum della Camera alta è andato contro il parere della sua commissione preparatoria, che voleva limitare la quota minima di donne solo nei cda, e ha votato la proposta di minoranza della popolare democratica Anne Seydoux, sostenuta però dal governo federale, che coinvolge anche le cariche direttive.

Va comunque rilevato che il nuovo testo non comporta sanzioni dirette per le società che non si adegueranno alla riforma: in caso di mancato rispetto della quota rosa l'azienda potrà limitarsi a fornire le motivazioni dell'inadempimento e a illustrare le misure che intende adottare per conformarsi alla legge.

La revisione del diritto delle società anonime, che attualmente è fermo al 1991, contempla comunque anche altre questioni importanti su cui i parlamentari dovranno convergere. I "senatori" hanno infatti posto il loro veto alla possibilità di accordare vantaggi particolari ad alcuni azionisti e dovranno essere introdotte specifiche disposizioni per adeguare il testo all'iniziativa Minder contro le remunerazioni abusive dei dirigenti (bonus). Saranno inoltre inserite norme mirate contro la corruzione nel settore delle materie prime.

Il dibattito è quindi ancora lungo ma per l'universo femminile che si specchia nelle circa 250 società quotate nella borsa svizzera domani l'alba sarà un po' più rosa.  

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