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La settimana in Svizzera

La settimana elvetica è stata contraddistinta dalla non firma dell'accordo quadro tra Svizzera e Ue. Intanto la stessa Confederazione ha ricordato che i propri cittadini non possono essere estradati all'estero, fossero anche terroristi. Il parlamento ha poi rigettato una legge a difesa dei "whistleblower" ma ha coperto di miliardi le ferrovie federali. E iniziati i mondiali di calcio femminile in Francia, la Fifa ha riconfermato Infantino.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2019 - 20:39
Il nuovo treno Giruno che da poche settimane fa spola tra nord e sud delle Alpi. © Keystone / Walter Bieri


I rapporti Svizzera e Unione europea per ora non saranno regolati da un accordo quadro. Il governo ha deciso di rinviarne la firma chiedendo a Bruxelles di rivedere alcuni punti fondamentali per la Confederazione.



Il brigatista Alvaro Lojacono-Baragiola non può essere estradato in Italia: è il parere del governo svizzero in risposta a una mozione presentata in marzo dal deputato della Lega dei ticinesi Lorenzo Quadri, che chiedeva di consentire la consegna a Stati esteri di cittadini svizzeri condannati per terrorismo.


La Camera bassa del Parlamento elvetico ha bocciato un progetto del governo volto a proteggere i cosiddetti "whistleblower", i dipendenti che segnalano irregolarità sul posto di lavoro. Secondo i deputati le norme proposte sono troppo complicate.


Una pioggia di miliardi per l'infrastruttura ferroviaria: approvata la Fase di ampliamento 2035 che prevede spese per oltre 12 miliardi di franchi allo scopo di eliminare le strozzature della rete e potenziare il servizio passeggeri e merci.


Gianni Infantino, 49enne italo-svizzero, è stato riletto alla testa del calcio mondiale.  La conferma è avvenuta per acclamazione dai 211 membri del Congresso della Fifa. Infantino era l'unico candidato alla sua successione. Infantino è stato eletto per la prima volta alla presidenza della Fifa nel febbraio 2016 per completare il mandato del suo predecessore Sepp Blatter.


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