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Un nuovo centro asilo speciale per richiedenti problematici

Un richiedente l'asilo sdraiato sulla branda di un centro svizzero
I costi operativi annuali per posto letto sono in questi casi circa sette volte superiori a quelli dei normali centri d'asilo federali. © KEYSTONE / MICHAEL BUHOLZER

Lo ha confermato il Consiglio federale. Dove sarà aperto, ancora non si sa.

La Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) intende aprire un altro centro speciale per richiedenti asilo indisciplinati. Tuttavia, non è ancora stato possibile trovare un luogo adatto nella Svizzera tedesca.

È quanto emerge dalla risposta del Consiglio federaleCollegamento esterno a un’interpellanza del consigliere agli Stati lucernese Damian Müller (Partito liberale radicale, PLR). In seguito a diverse notizie diffuse dai media, compresi quelli ticinesi, Müller aveva chiesto che cosa stesse facendo il governo per contrastare il fenomeno dei richiedenti asilo problematici.

Attualmente esiste un centro federale speciale a Les Verrières, nel Canton Neuchâtel, al confine con la Francia. Secondo l’esecutivo, nel 2023 sono state assegnate al centro 108 persone in tutto. In media, in questa struttura sono state accolte sette persone, a fronte di una capacità di dieci posti. La maggior parte degli ospiti proveniva dal Maghreb.

+ Asilo, accelerare le procedure per tutelare i bisognosi

A causa della scarsa capacità del centro neocastellano, i richiedenti asilo indisciplinati sono stati dirottati anche verso altri centri – Ticino e Svizzera centrale – precisa il Consiglio federale nella sua risposta.

Il centro speciale per richiedenti asilo di Les Verrières ha dimensioni molto ridotte, in cui vigono requisiti maggiori in fatto di sicurezza. Secondo il governo, i costi operativi annuali per posto letto sono circa sette volte superiori a quelli dei normali centri d’asilo federali.

Questa settimana, il nuovo responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia, Beat Jans, ha annunciato una stretta contro i richiedenti asilo che si macchiano di reati. Il “ministro” basilese si è appellato alle autorità affinché facciano maggiore uso di tutte le opzioni legali esistenti. Misure come la detenzione amministrativa o la detenzione in attesa di espulsione sono oggi utilizzate troppo raramente. Ma le nuove misure annunciate hanno già suscitato qualche critica.

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