Un centinaio di proposte per recuperare le munizioni nei laghi
Circa 8'000 tonnellate sono attualmente presenti sui fondali di diversi laghi elvetici.
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Sono circa un centinaio le proposte pervenute ad oggi all'Ufficio federale dell'armamento (armasuisse) per il recupero ecologico e sicuro delle munizioni - circa 8'000 tonnellate - presenti sui fondali di alcuni laghi elvetici.
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I tre migliori progetti – non è detto che verranno implementati, ma potranno fungere da base per ulteriori decisioni, n.d.r – saranno premiati (50’000 franchi in totale) in maggio da un gruppo di esperti, specifica una nota diffusa giovedì.
Il recupero delle munizioni affondate a una profondità compresa tra 150 e 220 metri è un’operazione complessa, sottolinea armasuisse: oltre alla profondità, ulteriori sfide sono rappresentate dalla scarsa visibilità, dal rischio di esplosioni, dalla corrente, dalle dimensioni variabili (da 4 mm a 20 cm di dimensioni, da 0,4 g a 50 kg di peso) nonché dalle caratteristiche delle munizioni.
Questi ordigni sono inoltre inglobati in sedimenti fini spessi fino a due metri che, durante le operazioni di recupero, potrebbero smuoversi, rendendo le acque torbide e peggiorando ulteriormente la visibilità. La maggior parte dei componenti delle munizioni sono in ferro e sono quindi magnetici. Tuttavia, alcuni detonatori sono composti da materiali amagnetici quali rame, ottone o alluminio.
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Soltanto nei laghi bernesi di Thun e Brienz, e in quello dei Quattro Cantoni, vi sono ancora circa 8 mila tonnellate di munizioni militari affondate tra il 1918 e il 1964. Si tratta di munizioni problematiche, munizioni di ordinanza delle truppe in perfetto stato ma in esubero oppure obsolete.
Stando ai risultati di un monitoraggio eseguito nell’estate del 2019 dal Dipartimento federale della difesa (DDPS), le discariche di munizioni nei laghi citati in precedenza non creano influssi negativi alle acque. Fino alla metà del 20esimo secolo l’esercito ha gettato munizioni e altri elementi in diversi laghi svizzeri. Era prassi comune smaltire le munizioni in questo modo, veniva ricordato nella nota.
Nel giugno del 2022, il Controllo federale delle finanze (CDF) era giunto alla conclusione che il problema rappresenta per la Confederazione un rischio finanziario, oltre d’immagine. I costi per analisi, sorveglianza e bonifica sono stati valutati in diverse centinaia di milioni di franchi. Secondo indicazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente, i siti dovrebbero essere ripuliti entro il 2040.
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