La televisione svizzera per l’Italia

Bocciato fondo da 15 miliardi per esercito e aiuti all’Ucraina

soldati in fila
Non c'è un'emergenza che giustifichi un fondo ad hoc. Keystone / Peter Klaunzer

La creazione di un fondo ad hoc da 15 miliardi per l'esercito e la ricostruzione dell'Ucraina è stata respinta lunedì dal Consiglio degli Stati con 28 voti contro 15 e 2 astensioni.  

L’idea partorita da un’alleanza fra il Centro e la sinistra di creare un fondo ad hoc da 15 miliardi di franchi – non sottoposto al freno all’indebitamento – per l’esercito e la ricostruzione dell’Ucraina è stata bocciata lunedì dal Consiglio degli Stati e il dossier è liquidato. 

La mozione presentata dalla maggioranza della Commissione della politica di sicurezza della Camera dei Cantoni (CPS-S) è stata respinta per 28 voti a 15 e 2 astensioni. I motivi del “no”? Nonostante il peggioramento della situazione sul fronte della sicurezza in Europa, ha spiegato la CPS-S, non sussiste alcuna urgenza di attribuire alle forze armate ulteriori mezzi per recuperare le lacune del passato accumulando nuovi debiti che peseranno sulle generazioni future. Inoltre, per quanto concerne la ricostruzione dell’Ucraina, è al momento troppo presto per prendere delle decisioni al proposito, tanto più che la Svizzera al riguardo sta già facendo abbastanza (finora sono stati spesi due miliardi di franchi). 

Situazione geopolitica tesa 

Per i favorevoli alla mozione, come la rappresentante argoviese del Centro Marianne Binder-Keller, che ha parlato a nome della commissione, bisogna agire con urgenza poiché la situazione sul fronte della sicurezza a causa dell’aggressione russa all’Ucraina si sta deteriorando rapidamente. La Svizzera non è risparmiata: da tempo si registrano attacchi ibridi sempre più frequenti contro la Confederazione, ha detto. 

Più solidarietà con l’Europa 

Una riflessione ripresa dalla socialista solettese Franziska Roth, secondo cui la Svizzera sta facendo troppo poco per l’Ucraina, mancando ai suoi doveri di solidarietà con questo Paese e con l’Europa. Riparare le infrastrutture distrutte consentirà almeno agli ucraini di condurre una vita dignitosa, evitando ulteriori ondate di profughi. 

Altri sviluppi
Un'immagine dell'Hotel.

Altri sviluppi

Quanto costa alla Svizzera la Conferenza di pace sull’Ucraina?

Questo contenuto è stato pubblicato al L’organizzazione della Conferenza di pace sull’Ucraina, che si terrà il 15 e 16 giugno al Bürgenstock nel Canton Nidvaldo, costerà alle casse della Confederazione tra i 10 e i 15 milioni di franchi.

Di più Quanto costa alla Svizzera la Conferenza di pace sull’Ucraina?

Il socialista ginevrino Carlo Sommaruga, seppur rappresentante di un Cantone che ha sempre dimostrato un certo scetticismo se non ostilità nei confronti dell’esercito come da lui stesso affermato in aula, ha anche lui sostenuto la mozione, anche per evitare tagli ai mezzi destinati all’aiuto allo sviluppo. Un “no” alla mozione, ha detto, costringerà il Consiglio federale, per sostenere l’Ucraina, a tagliare nei finanziamenti destinati ai Paesi più poveri, quelli del sud del mondo, dove si soffre la fame. 

Non c’è urgenza 

Per gli oppositori, tra i quali diversi esponenti del Centro, nonostante la serietà della situazione a livello geopolitico, non vi è alcuna urgenza che giustifichi un aggiramento del freno all’indebitamento. Questo, hanno sottolineato, è frutto di un compromesso trovato in commissione e definito da diversi oratori, con un certo disprezzo, “mercato delle vacche”. A nome della minoranza della commissione, che chiedeva di respingere la mozione, l’urano liberale radicale Josef Dittli ha messo in dubbio la costituzionalità del fondo, poiché “mischia” due temi che non hanno nulla in comune, facendosi beffe del freno all’indebitamento. Un’elusione di questo strumento è possibile sono in casi di crisi imminente come è stato durante la pandemia di coronavirus, un fenomeno che ha obbligato il Governo ad agire in questo caso, sì, con urgenza, indebitandosi. 

Preservare le generazioni future 

Dal canto suo il liberale radicale glaronese Benjamin Mühlemann ha sostenuto che il freno all’indebitamento è anche uno strumento che impedisce di trasferire alle generazioni future montagne di debiti. Aggirarlo per i motivi addotti dai fautori, ha detto, significa compiere un’azione antisociale.  

Altri sviluppi

Altri sviluppi

Camere: “responsabilità ambientale”, esercito e Ucraina

Questo contenuto è stato pubblicato al Riprendono i dibattiti al Consiglio nazionale (14.30-21.45). Dopo l’Ora delle domande, la Camera affronterà, a livello di divergenze, la modifica della legge federale sull’accesso alle professioni di trasportatore su strada (LPTS).

Di più Camere: “responsabilità ambientale”, esercito e Ucraina

Per quanto riguarda l’Ucraina, il vodese liberale radicale Pascal Broulis ha rammentato che la Svizzera ha già speso due miliardi di franchi per aiutare la popolazione. Non è vero, insomma, che non abbiamo fatto nulla o troppo poco, ha sottolineato il senatore, tanto più che il Governo elvetico ha già affermato di voler destinare a questo Paese 5 miliardi per la ricostruzione.  

Non finanziabile 

La presidente elvetica Viola Amherd, a nome del Consiglio federale, ha chiesto di bocciare la mozione. Benché il Governo sia del parere che, sotto il profilo della politica di sicurezza, occorra ripristinare in tempi brevi la capacità di difesa dell’esercito, in considerazione della difficile situazione finanziaria è stato stabilito di aumentare le uscite per le forze armate all’1% del PIL entro il 2035. Aumentare le spese in maniera più rapida, ha sottolineato la ministra della difesa, non è possibile rispettando quanto previsto dal freno all’indebitamento. Questo prevede che per la costituzione di un fondo regolato disciplinato da una legge speciale come richiesto dalla mozione occorre un contro-finanziamento ordinario tramite risparmi o maggiori entrate (ossia maggiori imposte, ndr). 

Attualità

concessionaria di automobili

Altri sviluppi

Vendite di auto nuove in crisi, è stato il “peggior trimestre dagli anni Duemila”

Questo contenuto è stato pubblicato al Il mercato elvetico dell'auto si conferma in forte difficoltà. Nel primo trimestre sono entrate in circolazione 52'700 vetture nuove: si tratta del peggior inizio d'anno del nuovo millennio, sottolinea l'associazione degli importatori Auto-Svizzera.

Di più Vendite di auto nuove in crisi, è stato il “peggior trimestre dagli anni Duemila”
bandierine ue e svizzera

Altri sviluppi

I capi negoziatori della Svizzera e dell’UE parafano un primo accordo

Questo contenuto è stato pubblicato al Prima tappa nel processo di ratifica dei trattati con l'Unione europea (UE): i capi negoziatori della Svizzera e della Commissione europea hanno parafato oggi a Bruxelles l'accordo sulla partecipazione della Confederazione ai programmi dell'UE.

Di più I capi negoziatori della Svizzera e dell’UE parafano un primo accordo
intervento di polizia su una vittima d'incidente con ebike

Altri sviluppi

Nel 2024 in Svizzera c’è stato un record d’incidenti mortali con e-bike

Questo contenuto è stato pubblicato al Lo scorso anno una persona su dieci deceduta nella circolazione stradale era alla guida di una bicicletta elettrica. Le vittime sono state 25 (nove in più del 2023), un nuovo record, mentre 533 persone sono rimaste gravemente ferite (a fronte di 595 l'anno prima).

Di più Nel 2024 in Svizzera c’è stato un record d’incidenti mortali con e-bike
for sale brad schimel

Altri sviluppi

Trump conquista la Florida, Elon Musk “sconfitto” nel Wisconsin

Questo contenuto è stato pubblicato al Donald Trump supera il suo primo test elettorale. I due candidati del presidente USA hanno vinto le elezioni speciali in Florida. Perde nel Wisconsin il candidato appoggiato da Musk.

Di più Trump conquista la Florida, Elon Musk “sconfitto” nel Wisconsin
veicolo BYD

Altri sviluppi

BYD sbarca in Svizzera, con punti vendita anche a Lugano e Bellinzona

Questo contenuto è stato pubblicato al Il marchio automobilistico cinese BYD entra ufficialmente nel mercato svizzero: oggi e domani si tiene una manifestazione per il lancio del marchio a Spreitenbach, nel canton Argovia.

Di più BYD sbarca in Svizzera, con punti vendita anche a Lugano e Bellinzona

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR