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Astensionismo alle urne, ecco come combatterlo

Una donna con mascherina e neonato, vota a Berna.
Anche durante la pandemia in Svizzera i diritti politici non sono stati interrotti: qui il voto comunale a Berna nel novembre 2020. Keystone / Peter Klaunzer

L'astensionismo in Svizzera è un dato di fatto. Su tutti i piani: federale, cantonale e comunale. Come riavvicinare i cittadini al voto? Un progetto pilota dell’Università di Ginevra, “Demoscan” potrebbe fornire spunti di riflessione e una soluzione.

Lo studio dell’università di Ginevra ha già raggiunto 12 realtà in Svizzera, ed è approdato anche in Ticino, a Bellinzona. Qui 20 volontari, scelti a caso, sono stati invitati a ritrovarsi, confrontarsi e a preparare un loro testo informativo, da distribuire alla popolazione, insieme al materiale ufficiale, su un tema in votazione popolare il prossimo 18 giugno: la legge sul clima.

Un gruppo di circa 20 cittadini selezionati a caso analizza, nell’arco di quattro giorni, l’oggetto di una votazione popolare imminente e informa i propri concittadini sugli argomenti più importanti a favore e contro la proposta. Questo è il nocciolo del progetto pilota Demoscan realizzato nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica.

Il progetto si è svolto per la prima volta nel novembre 2019 nella città di Sion. Nel settembre 2021, c’è stata una seconda realizzazione a livello del Cantone di Ginevra. Nella primavera del 2023, altri due progetti Demoscan si svolgono nella città di Bellinzona e nel cantone di Argovia.

Un rapporto di due pagine, senza indicazioni di voto, col quale si cercano vie alternative per coinvolgere nel processo decisionale anche coloro che solitamente non si recano alle urne. Come sottolinea il responsabile del progettoCollegamento esterno, Nenad Stojanovic, professore di Scienze politiche dell’Università di Ginevra.

+ Anche in Svizzera l’afflunenza è bassa ma si vota spesso

“Questo è il primo esperimento nella Svizzera italiana, ma dal 2019 ne abbiamo effettuati altri undici in diversi comuni e anche cantoni. Il materiale ufficiale (a ogni consultazione Confederazione e Cantoni inviano con le schede di voto anche un libriccino con le spiegazioni e le argomentazioni di chi è favorevole e di chi è contrario) è sicuramente di grande qualità, ma notiamo che comunque, parte dei votanti, lo trovano comunque troppo pesante e spesso e volentieri non viene veramente letto.

In questo caso la speranza è che un rapporto di due pagine soltanto, su un tema, possa essere magari anche il primo passo per le cittadine e i cittadini per avvicinarsi alla questione.

Un’esperienza definita da chi ne ha preso parte “appagante e stimolante”. Come conferma Nicole Calzascia, una tra i 20 volontari, scelti a caso a sud delle Alpi: “Da questo esperimento porto a casa la ricchezza che l’esperienza ha lasciato, ovvero il fatto di aver incontrato nuove persone ed essermi potuta confrontare con pensieri magari anche diversi dal mio”.

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