L'islamologo svizzero è stato assolto un anno fa dall'accusa di violenza carnale e coazione sessuale, ma il Ministero pubblico e la sua presunta vittima hanno presentato ricorso.
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tvsvizzera.it/mrj con Keystone-ATS
Assolto in primo grado dall’accusa di violenza carnale e coazione sessuale, l’islamologo svizzero Tariq Ramadan torna lunedì davanti ai giudici a Ginevra per il processo d’appello. Il Ministero pubblico e la querelante avevano presentato un ricorso contro la sentenza pronunciata un anno fa.
Poiché i giudici del Tribunale correzionale non sono stati in grado di determinare la colpevolezza dell’imputato “al di là di ogni ragionevole dubbio”, avevano assolto il 61enne al termine di un processo teso e molto mediatizzato. Secondo la corte, mancavano prove materiali nel caso specifico.
L’intellettuale ginevrino è accusato da una donna, oggi 58enne, di averla violentata nell’ottobre 2008 in una stanza d’albergo a Ginevra. La presunta vittima ha sostenuto di aver subito una notte di “botte”, durante la quale Tariq Ramadan l’avrebbe colpita, insultata e abusata sessualmente per diverse ore.
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Tariq Ramadan assolto
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Il tribunale correzionale di Ginevra ha prosciolto mercoledì l’islamologo svizzero Tariq Ramadan dalle accuse di violenza carnale e coazione sessuale nei confronti di una donna.
L’islamologo si è sempre dichiarato innocente, affermando di non aver mai avuto rapporti sessuali con la querelante. Durante il processo di primo grado, ha spiegato di essere stato vittima di una donna respinta e ferita, che voleva vendicarsi. L’accusa aveva chiesto una condanna a tre anni di carcere, di cui 18 mesi non sospesi.
Il processo d’appello continuerà fino a mercoledì e la sentenza non è prevista prima di alcune settimane.
Procedimento in Francia
Oltre alla vicenda ginevrina, Tariq Ramadan è accusato di quattro stupri anche in Francia, che sarebbero stati commessi tra il 2009 e il 2016, ma non è ancora stato processato.
Ramadan è il nipote del fondatore egiziano dei Fratelli Musulmani, Hassan el-Banna. Suo padre Saïd è fuggito in Svizzera nel 1954. Prima di diventare una figura mediatica e di catturare l’interesse di alcuni giovani musulmani con i suoi discorsi e la sua oratoria, l’islamologo ha insegnato per diversi anni a Ginevra.
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