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"Un confine tra povertà e persecuzioni"

Il museo delle dogane di Gandria raggiungibile solo con un'imbarcazione. Keystone / Elia Bianchi

Il Museo delle dogane di Gandria organizza una mostra sui contrabbandieri e profughi fra Italia e Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 luglio 2021 - 20:16
tvsvizzera.it/fra

Il confine con l’Italia è di gran lunga quello in cui il contrabbando è stato esercitato con la maggiore intensità. L’esposizione a Gandria ne ripercorre la storia ponendo l’accento sulla sua stagione più epica, quella della Seconda guerra mondiale.

Risparmiata dalle brame espansionistiche delle minacciose Potenze dell’Asse, la Svizzera fu letteralmente invasa da un esercito di contrabbandieri. Uomini, donne e perfino ragazzini dei villaggi italiani di confine trovarono in questa attività dura e pericolosa un’opportunità per alleviare le loro difficili condizioni economiche.

Sempre in quegli anni difficili, con l’Italia centrosettentrionale occupata dai tedeschi e sconvolta da una guerra civile, si riversarono verso la Svizzera anche migliaia di profughi militari e civili, soprattutto politici ed ebrei. In Ticino e Mesolcina furono accolti circa 26'000 profughi militari e 12'000 civili, di cui circa 4500 ebrei. 

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