storie di frontiera Il sentiero del contrabbando

Di Simone Benazzo e Marco Carlone, Rsinews
Uno spallone trasporta pacchi di sigarette
Keystone / Karl Mathis

Storie di "spalloni" e finanzieri su un sentiero che, da pensionati, hanno realizzato per ricordare quando insieme dovevano "sbarcare il lunario".

L’economia agricola delle vallate alpine del nord Italia era uscita devastata dalla Seconda guerra mondiale. Molti uomini erano morti nei combattimenti e i reduci, stremati da anni di privazioni e conflitti, non erano più in grado di coltivare i campi. 

Fu così che nelle zone di confine tra Lombardia e Svizzera fiorì allora il fenomeno del contrabbando, praticato inizialmente da donne e bambini. BaruffiniLink esterno, un piccolo paese arroccato sopra Tirano, in Alta Valtellina, distante solo 2 km dal confine con i Grigioni, era uno dei centri più dinamici. 

Gli "spalloni", per centinaia di notti tra gli anni ‘50 e i primi anni ‘80,  attraversarono la frontiera per importare illegalmente sigarette, caffè, cacao e zucchero. A contrastarli, in nome dello Stato italiano, giovani finanzieri appostati ad alta quota su passi innevati, in condizioni spesso proibitive. Tra i due rivali, divisi dal ruolo, ma uniti dal bisogno di sbarcare il lunario, si svilupparono spesso sentimenti di solidarietà e rispetto.

Negli anni della pensione, ex contrabbandieri ed ex finanzieri si sono ritrovati per dare una forma concreta a questa memoria comune. È nato così il Sentiero del contrabbandoLink esterno, un anello di 7 km che parte e arriva a Baruffini sfiorando il confine con la Svizzera, dove gli escursionisti possono oggi ripercorrere questa storia di frontiera.





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