migranti Blitz contro i clandestini ma pochi arresti negli USA


Le autorità statunitensi hanno proceduto domenica al fermo di migranti irregolari in vista della loro espulsione, come ordinato dal presidente Donald Trump che aveva annunciato una vasta operazione in dieci città.

L'intervento condotto dal servizio di controllo dell'immigrazione delle dogane (Ice) doveva coinvolgere duemila famiglie giunte di recente nel paese ma i risultati sono ben al di sotto delle attese. Numerosi immigrati e i loro legali sono restati sul chi vive per tutto il fine settimana e i media hanno riferito domenica sera solo di piccole operazioni a New York, Miami e Denver.

In proposito il direttore dell'Ice Matt Albence, che non ha voluto fornire dettagli, ha parlato a Fox News di "interventi mirati contro individui precisi per i quali un giudice ha emesso un provvedimento di espulsione". Il gruppo American Immigration Council, i cui legali si trovano nel più grande centro di detenzione di famiglie clandestine a Dilley (Texas), ha affermato che sul posto non sono stati eseguiti arresti.

Secondo l'organizzazione umanitaria Southern Poverty Law Center non si segnalano fermi nelle principali città del sud come Atlanta. "I migranti – ha dichiarato Mary Bauer – si nascondono e vivono nel terrore, questo è lo scopo reale di tutta questa operazione". Il sindaco di New York Bill de Blasio ha osservato che nella sua città ci sono stati solo tre interventi dell'Ice durante la giornata di sabato, che non sono peraltro sfociati in arresti.

Donald Trump, che ha fatto della lotta all'immigrazione il tema centrale della sua vittoriosa campagna elettorale del 2016, aveva rinviato di due settimane il progetto per permettere il raggiungimento di un compromesso con il Partito democratico che ha la maggioranza nella camera dei rappresentanti.

   

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