Manifestazione a Londra Brexit, enorme mobilitazione per chiedere di rivotare

A poco più di cinque mesi dalla prevista uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, centinaia di migliaia di persone contrarie al "divorzio" con l'Ue hanno manifestato per le strade di Londra per chiedere un secondo referendum.


Gli organizzatori hanno stimato a 670'000 i partecipanti. Sarebbe la manifestazione più imponente dopo quella contro la guerra in Iraq nel 2003. Uno degli organizzatori, James McGory, ha rivendicato il diritto dei britannici di cambiare opinione, sottolineando che "la gente ritiene che i negoziati sulla brexit siano un caos totale e non c'è fiducia nelle promesse fatte dal governo".

Folla con bandiere europee e slogan contro il tory brexit

Il corteo attraversa Trafalgar Square.

Keystone

La folla si è riunita ad Hyde Park prima di sfilare davanti alla sede del Governo e poi dirigersi verso il Parlamento. 

Nel 2016 il 52% dei votanti ha sostenuto l'uscita del Regno Unito dall'Ue ma oggi, secondo alcuni sondaggi, la maggioranza (anche se per poco) sarebbe contraria al divorzio dall'Unione. 

L'ipotesi di un secondo referendum è stata però respinta innumerevoli volte dalla premier Theresa May. Anche il partito laburista dell'opposizione, durante il suo congresso lo scorso mese, ha scartato un ritorno alle urne. 

Gli effetti della brexit sulla ristorazione

L'incertezza legata al divorzio dall'Ue e il giro di vite sull'immigrazione, intanto, stanno mettendo a dura prova diversi settori, ma soprattutto quello di ristoranti e alberghi, abituati a contare sulla manodopera straniera e che si trovano quindi con un acuto bisogno di personale. Incontriamo alcuni dei diretti interessati nel servizio della Radiotelevisione svizzera. 


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