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Brexit, il nodo irlandese non si scioglie

Il negoziato sulla Brexit non esce dallo stallo, e salta il vertice straordinario a novembre. I 27 leader si sono comunque detti pronti a convocare un summit, quando il capo negoziatore della Ue, Michel Barnier, farà sapere che sono stati fatti "progressi decisivi".

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“L’accordo sulla Brexit” comunque “è ancora possibile”. I capi di stato e di governo, Theresa May compresa, lo hanno ripetuto come un mantra. Ma occorre “molto più tempo” per raggiungerlo, e tanto, molto lavoro, “con calma e con pazienza”, come ha messo in guardia, senza giri di parole, Barnier. 

Fonti di Downing street hanno fatto sapere che la premier britannica ha incitato i colleghi a mostrare “coraggio, fiducia e leadership” per raggiungere un’intesa, ribadendo di essere impegnata a trovare una soluzione per una “garanzia legalmente operativa” per mantenere aperte le frontiere tra Irlanda e Irlanda del nord.

Il nuovo elemento sul tavolo è l’apertura di Londra e dei 27 ad un’estensione di un anno del periodo di transizione (attualmente previsto fino a dicembre 2020), per garantire più tempo per concordare il nuovo rapporto futuro tra il Regno Unito e l’Unione europea. Un modo per aumentare la possibilità di siglare la partnership, riducendo al tempo stesso le probabilità di un’entrata in vigore del cosiddetto “backstop” – il meccanismo legale a garanzia di frontiere aperte tra Irlanda e Irlanda del nord – a cui fare ricorso nel caso in cui tutti gli altri tentativi fallissero, e “nodo gordiano” su cui la trattativa si è incagliata.

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