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La Lombardia, "proteggeremo M25, la Svizzera sbaglia"

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La regione intende favorire la presenza degli orsi attraverso informazione e risarcimenti

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 agosto 2014 - 18:08

La linea dura varata dalla Confederazione elvetica contro l'invasione degli orsi italiani "è da bocciare senza appello". A dirlo, al Corriere della Sera, non è qualche militante del WWF ma l'assessore all'Ambiente della Lombardia, la leghista Claudia Maria Terzi che ha assicurato la tutela degli orsi, a partire da M25 che negli scorsi giorni ha sbranato quattro asini in Valtellina.

La Regione intende favorire la coesistenza pacifica dell'animale - che dal 1999 ha fatto la sua ricomparsa nelle province di Sondrio, Bergamo e Brescia - con l'uomo, in conformità con il progetto Life Arctos finanziato dalla Commissione europea. In quest'ottica Claudia Maria Terzi ha preannunciato la messa a punta di alcune misure atte ad agevolare la gestione dell'orso, tra le quali recinti elettrificati per il bestiame e indennizzi per gli allevatori (in 5 anni sono stati versati 37'000 euro a titolo di risarcimento per i capi predati). A questi provvedimenti si aggiungeranno interventi di sensibilizzazione della popolazione e di formazione specifica per agenti, forestali e addetti dei parchi e la creazione di un sistema di monitoraggio online sugli spostamenti dei plantigradi (un paio di esemplari maschi fanno costantemente la spola dal Trentino alla Svizzera orientale passando dalla Lombardia).

L'approccio della Regione sembra quindi differire dalla strategia della Confederazione, in cui nel 2013 è stato ordinato l'abbattimento del giovane M13 che si trovava nei Grigioni, e del Trentino, le cui autorità vorrebbero ridurre il numero di orsi presenti (ne sono stimati una cinquantina) e dove negli scorsi giorni è stato aggredito un cercatore di funghi.

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