Europa e USA Emergenza Covid-19, borse al tappeto

L'emergenza coronavirus ha messo al tappeto lunedì le principali borse europee. A Zurigo lo Swiss Market Index, partito con un -7%, è riuscito a recuperare solo in parte il calo iniziale chiudendo a -1,68%. Le altre principali piazze europee hanno tutte ceduto almeno 4 punti (la peggiore è stata Madrid, -7,88%). Ma perché l'intervento di molte banche centrali, inclusa la FED statunitense, non ha portato l'effetto sperato? La RSI ne ha parlato con un esperto.

Salone di un palazzo ottocentesco con monitor pieni di nomi e valori numerici; in primo piano uomo seduto a una scrivania

Madrid (qui in un'immagine d'archivio) ha ceduto il 7,88%.

Keystone / Juan Carlos Hidalgo

Il quasi azzeramento dei tassi d'interesse e il piano di sostegno da 700 miliardi di dollari annunciati domenica dall'istituto di emissione americano non sembrano peraltro convincere neppure la borsa di New York, dove i due principali indici hanno perso oltre il 12%.

"Non ci si può aspettare che con una mossa, per quanto robusta, la situazione si stabilizzi subito", spiega l'analista di Julius Bär Christian Gattiker. Le manovre di politica monetaria, da sole, non bastano. Per infondere fiducia ai mercati "ci vorrà probabilmente un aiuto degli Stati, finanziato anche dalle banche centrali" alle imprese più colpite dalla crisi.

Secondo l'esperto, inoltre, si è arrivati a una crisi tale -o in una situazione così nuova- che serviranno misure mai viste prima. Attuate a livello globale, da un "fronte comune" dei Paesi più grandi.

Ma potrà andare anche peggio di così? È immaginabile che si arrivi addirittura al punto di chiudere le borse? E quali sarebbero le conseguenze? 

Le risposte in questa intervista del Telegiornale RSI.



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