Accusato di corruzione Juan Carlos in fuga per salvare la monarchia spagnola

Le prime pagine dei quotidiani spagnoli di oggi e quasi tutti hanno lo stesso titolo: Juan Carlos I abbandona la Spagna.

Il re emerito non è attualmente indagato, sebbene le fonti giudiziarie non escludano che lo sarà in futuro, dato che dal 2014 l'ex monarca è stato privato dell'immunità.

Keystone / Efe

Juan Carlos si troverebbe a Santo Domingo. Lo rivelano fonti di stampa spagnole dopo che il Re emerito ha comunicato il suo esilio per non compromettere istituzioni e Monarchia a causa delle indagini per corruzione aperte nei suoi confronti.

L’ex sovrano di Spagna, che ha lasciato il Paese a causa delle inchieste per evasione fiscale, potrebbe però sorprendere tutti e scegliere un altro luogo dove riparare per evitare che il clamore sollevato si ripercuota sul regno del figlio Felipe VI.

L'erede ha apprezzato la decisione, sebbene l'anziano re non sia ancora ufficialmente indagato anche se, da mesi, sui media spagnoli e non solo si fanno largo voci su somme di denaro di dubbia origine che l'anziano ex monarca non avrebbe dichiarato al fisco.

I problemi per lui erano cominciati nell'estate del 2018, quando la polizia svizzera ha avviato un'indagine sul gestore di fondi Arturo Fasana. Da alcune registrazioni, è emersa l’esistenza di due fondazioni con conti in Svizzera riconducibili alla famiglia reale spagnola e di denaro approdato per vie quantomeno dubbie alle Bahamas, generando anche sospetti di riciclaggio.

Il re emerito non è attualmente indagato, sebbene le fonti giudiziarie non escludano che lo sarà in futuro, dato che dal 2014 l'ex monarca è stato privato dell'immunità.

Il servizio del Tg:

L'intervista

La situazione in Spagna rischia di essere problematica. Ma quanto? Ne abbiamo discusso con Ángeles Lario, ordinario di Storia contemporanea all'Università Nazionale per l'insegnamento a distanza. "La verità - spiega - è che siamo in una situazione drammatica. Juan Carlos è il re di quella monarchia che, nella transizione dalla dittatura alla democrazia, è servita come un cavallo di Troia per facilitare l'avvento della democrazia in Spagna. Ed è riuscita a farlo nella maniera più dolce possibile. Per questo, si diceva che eravamo tutti `juancarlisti´, monarchici in certo qual modo. Ora, se questi sospetti si riveleranno fondati, non potremo più dirci `juancarlisti, e questo sarà un colpo drammatico, che pone un vero problema istituzionale".

Felipe VI e la monarchia spagnola sono a rischio? L'attuale monarca ha già compiuto vari gesti per segnare la distanza con l'operato del padre...

"Felipe VI è un altro re, un re che gode di una buona immagine di professionista. Questo problema non lo può risolvere tanto lui, quanto coloro che devono svolgere i controlli istituzionali, quindi gli altri poteri politici. Lui ha fatto tutto quello che poteva, prendendo le distanze dal padre e allontanandolo. Le cose sarebbero state molto diverse se lo scandalo fosse avvenuto mentre Juan Carlos teneva la Corona. In questa situazione, invece, credo che sia fattibile la continuazione della monarchia". 

Che luce getta questa situazione sulla classe politica democratica che ha governato con Juan Carlos sul trono?

"Effettivamente, se il re si è potuto comportare così, qualcuno doveva sapere. Il re è inviolabile, e qualcuno - un politico: il presidente del Governo, il ministro competente, o il presidente del Congresso - devono avallare i suoi atti. Come Juan Carlos si sia potuto comportare così senza che nessuno gli chiedesse conto, o addirittura traendone vantaggio, questo è un errore politico".

Si immagina Juan Carlos davanti a un tribunale?

"È complicato immaginarlo... penso si cercheranno altre vie.... non me lo immagino".


tvsvizzera.it/fra con RSI

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