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A Mosul procede lentamente l'offensiva contro l'Isis

Trappole esplosive e incursioni suicide rallentano l'avanzata di peshmerga curdi, esercito iracheno e irregolari sciiti

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2016 - 12:50

Si preannuncia lunga e difficile l'offensiva iniziata tre giorni fa della composita coalizione verso il centro di Mosul, tenuta da circa 4'000 miliziani dell'ISIS. I peshmerga curdi, sostenuti dai caccia statunitensi, e militari iracheni, affiancati da truppe irregolari sciite, continuano ad avanzare in direzione della periferia, dopo aver bonificato non senza difficoltà parte dei villaggi che contornano la città.

Il terreno è infatti disseminato di trappole esplosive lasciate dai jihadisti, che hanno intensificato le loro incursioni suicide contro gli assedianti. E mentre procedono le operazioni militari le organizzazioni internazionali lanciano l'allarme sulla probabile crisi umanitaria che si sta consumando.

Oltre al problema dei civili tenuti intrappolati dai combattimenti si temono rappresaglie contro i sunniti da parte degli irregolari sciiti, come avvenuto nelle scorse settimane a Falluja.

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