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La Milano olimpica non piace a tutti

Vista dal basso, in controluce, di un angolo di un grosso stadio di calcio con colonna portante e copertura degli spalti
Destinato a ospitare la cerimonia inaugurale, potrebbe essere abbattuto e ricostruito. Copyright 2016 The Associated Press. All Rights Reserved. This Material May Not Be Published, Broadcast, Rewritten Or Redistribu

Milano e Cortina d'Ampezzo festeggiano l'assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026: mentre commercianti e albergatori pregustano un anno di grandi affari, le autorità celebrano la visibilità internazionale del capoluogo lombardo. Non manca qualche voce critica, specie sulla mancata partecipazione al progetto italiano della città di Torino, che avrebbe avuto impianti recenti da riutilizzare ma si è defilata.

“Il CIO non premia più le olimpiadi faraoniche, quelle che realizzano ex novo impianti che sono a volte devastanti per l’ambiente”, commenta l’assessore all’ambiente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, spiegando che i lavori riguarderanno più che altro l’accessibilità ai siti delle gare ma che con gli impianti sportivi Milano è “già in partenza a buon punto”.

Nondimeno, non è escluso che lo Stadio Meazza -designato come sede della cerimonia inaugurale- sia abbattuto e ricostruito. Un’ipotesi che solleva critiche, così come il mancato riutilizzo di impianti piemontesi: dopo che Torino si è defilata, pare inverosimile che siano impiegate strutture dei Giochi 2006, benché il governatore del Piemonte abbia reagito alla vittoria di Milano-Cortina dichiarandole a disposizione.

“Avevamo già impianti realizzati a Torino e in Piemonte”: “soldi buttati”, sostiene il giornalista e scrittore Gianni Barbacetto. “Si deve rifare tutto da capo qui a Milano, una città che non vede quasi del tutto la neve negli ultimi anni”.

Annotazione cui il vice-presidente della Regione Fabrizio Sala risponde sottolineando che la Milano che ospiterà i Giochi invernali va intesa come “concetto ampio”. 

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“Penso che Milano sia un brand”, aggiunge Sala, “fondamentale come lo è Cortina e come lo sono le Alpi. Unire questi brand per l’attrazione internazionale è la mossa vincente”.

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