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La bellezza sta nell'imperfezione

"Adamo ed Eva", una installazione di Urban Solid. tvsvizzera.it

Antonino Di Pietro, il dermatologo dei Vip, da anni è impegnato a combattere l'uso indiscriminato del botulino per ritrovare la giovinezza perduta. Recentemente ha pubblicato un libro dal titolo eloquente: “La bellezza è l’imperfezione”. Un'occasione per parlare con il professore di bellezza, giovinezza e del tempo che passa. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 luglio 2022 - 19:30

Incontriamo Antonino Di Pietro all’istituto democlinico Vita Cutis di Milano spinti dalla lettura della sua ultima fatica editoriale (“La bellezza è l’imperfezione”, ed. SolferinoLink esterno). Si tratta dell’ennesimo contributo di un dermatologo che difende la bellezza, quella naturale come ama definirla: “Non è assolutamente vero che la bellezza sia legata a un viso perfettamente liscio, completamente uniforme, senza neppure una macchia. Io ritengo che la bellezza sia legata fortemente al modo con cui noi riusciamo a parlare e a trasmettere le nostre emozioni”.

"La bellezza è legata al modo con cui noi riusciamo a parlare e a trasmettere le nostre emozioni”.

Antonino Di Pietro, dermatologo

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Così ci accoglie Antonino Di Pietro nel suo studio impreziosito da una delle versioni di "Adamo ed Eva" degli artisti milanesi Urban SolidLink esterno.

Con alle spalle trent’anni di attività, il professore sa cos’è la bellezza. “Dopo tutti questi anni, ho capito che la bellezza non è la perfezione, la bellezza è l'imperfezione”, e a questo proposito Di Pietro aggiunge divertito un episodio che ben fa capire la sua personale visione della bellezza: “Quando in un congresso un mio collega disse che il viso per essere bello deve avere delle determinate proporzioni, alzai la mano per dissentire: l'uniformità non è la bellezza. Se siamo tutti uguali, perfettamente identici, è la monotonia che vince, non la bellezza”.

"Sentirsi giovani non è un vezzo"

“Il desiderio di apparire, di sentirsi più giovani, non è un vezzo. Ed è per questo – sorride Di Pietro – che non sono d'accordo con quanto disse una volta Anna MagnaniLink esterno. Se io voglio mantenere giovane il mio viso, devo essere considerato una persona leggera? Noi abbiamo il dovere di mantenere giovane anche il nostro viso, l'importante è farlo in maniera, naturale, intelligente”. L’importante è non confondere la gioventù con la giovinezza: “Sono due cose diverse - conferma Di Pietro -. Pensare di poter tornare indietro di 10, 20 anni ed essere ed apparire come allora, è solo un grande imbroglio”.

La lotta al botulino

La soluzione naturale e intelligente che cita Antonino Di Pietro non è il botulino. “Pensare di apparire più giovani paralizzando il viso penso sia una cosa assurda. Anzi, direi di più. Secondo me è un imbroglio”.

Quando una persona si guarda allo specchio e si accorge che sta invecchiando, voler far qualcosa per tornare indietro nel tempo, per essere come prima, non è di per sé un pensiero assurdo. Ma non è sfigurandosi che si risolve il problema.  “In trent'anni - conferma Di Pietro - ho visto migliaia di donne che sono venute da me deformi, gonfie e paralizzate. Quando si inizia si cade spesso in una spirale negativa che ci spinge a sottoporci a continui interventi. Poco per volta ci si deforma”.

“Pensare di apparire più giovani, paralizzando il viso, penso sia una cosa assurda".

Antonino Di Pietro, dermatologo

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Per restare "belli", bisogna invece prendersi da subito cura del proprio viso e continuare nel tempo, a dieci anni come a 90. È intorno ai trent'anni però che la pelle comincia a soffrire il tempo che passa. "Comincia a diminuire la quantità e la qualità di acido ialuronico nel nostro corpo. Così la nostra pelle - racconta Di Pietro - comincia a invecchiare, si disidrata, diventa più asciutta, più stopposa, si fanno tutte le pieghe sul viso, come una mela quando si asciuga. Quindi, già intorno ai trent'anni bisogna aiutare la pelle e le cellule a rigenerarsi e rinforzarsi”.

Come? Molto banalmente attraverso i gesti quotidiani: “quando ci laviamo, mettiamo la crema con dei piccoli massaggi. Sembra una sciocchezza, ma è molto utile” racconta Di Pietro, che aggiunge: “abbiamo capito l'importanza di certe vitamine, dei fosfolipidi, della glucosamina, della fosfina che aiutano la pelle a rigenerarsi”.

E poi ci sono naturalmente trattamenti che possono essere fatti dal proprio dermatologo per stimolare e migliorare la rigenerazione delle cellule. Tra questi, ad esempio Di Pietro cita il “picotage”: “che cos’è? Viene dal francese “punzecchiare”. Sta a indicare la possibilità di poter mettere a un millimetro di profondità piccole gocce di acido ialuronico. Una soluzione naturale che ha il potere di rigenerare le cellule e rendere il viso più tonico, più elastico e quindi più giovane”.

Estate, come proteggersi?

Chiudiamo il nostro incontro con Antonino Di Pietro chiedendogli un ultimo consiglio. È tempo di vacanze: come prendere il sole senza che ci faccia male?

“Il sole non è un nemico, come molti pensano o vogliono farci credere".

Antonino Di Pietro, dermatologo

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“Il sole - ricorda il professore - non è un nemico, come molti pensano o vogliono farci credere. Il sole è energia vitale come l'acqua che beviamo. Ma se io decidessi improvvisamente di bere venti litri d'acqua in un giorno, poi sto male. Così con il sole. Dobbiamo prenderlo in maniera corretta".

Il consiglio del medico è di mettere delle creme protettive ogni due ore, che frenano i raggi ultravioletti, e rinfrescarsi molto spesso facendo delle docce frequenti, oppure nebulizzare spesso con dell'acqua il viso per neutralizzare i raggi infrarossi. "Ecco, questo è il modo migliore, più efficace per proteggersi dal sole e mantenere la pelle giovane”, chiosa il medico.

Il dermatologo chiude il nostro incontro con una riflessione: “un medico deve sempre dire le cose come stanno, la verità, senza promettere trattamenti che riportano la paziente indietro di 10-20 anni. Non deve alimentare attese e generare insicurezze perché altrimenti si crea un danno al paziente, non solo fisico, ma soprattutto psicologico”.

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